venerdì 25 maggio 2012

GRILLO PARLANTE.


Caro Grillo,

Don Gallo ieri sera 27/04/2012 ha testimoniato la tua buona fede. Io sono ammirato della tua lotta contro i politicanti. Essi nel timore di essere smascherati e perdere i privilegi ti attribuiscono denominazioni "targa" che vorrebbero isolare il tuo movimento. Io pur ribadendo la mia stima per la sostanza del movimento 5 stelle, ti vorrei suggerire di essere meno aggressivo. Capisco che il tuo modo di fare sia contenuto in una storia di artista, ma oggi tu Beppe, hai la responsabilità di interpretare la maggioranza degli Italiani che vorrebbe fare qualcosa per cambiare l'attuale dittatura della finanza con una vera democrazia. Ho citato Don Gallo perché penso che lui sia l'esempio da seguire: pacato ma fermo e veramente rivoluzionario. L'unica vera rivoluzione è quella senza violenza nemmeno verbale. Il mio credo è quello socratico: "Se proprio non puoi amare il tuo prossimo almeno rispettalo". Io su questo ho già in mente nel dettaglio una nuova forma sociale dove il singolo essere umano è principe per la società. Il fine primo ed ultimo (della società)deve essere il benessere del singolo e nessun organismo sociale può nella mia ipotesi creare disagio o vessazione. Detto questo l'innovazione nella politica, a mio parere, è proporre un modello di società e sperimentarlo. Pertanto la seconda fase del movimento sarebbe creare un gruppo pilota che realizzi in piccolo una forma di società nuova e solidale. Questa sarebbe partecipare alla guerra (non violenta) con un arma letale per il malaffare e i politicanti che non sarebbero più disponibili ad una missione senza retribuzione. Per spiegare il concetto porto ad esempio San Patrignano o Nomadelfia, (non conosco la realtà della comunità di Don Gallo). Utopico è che io possa parlare direttamente con te. Ma se vuoi posso spiegarti per iscritto quello che io ho elaborato. Questo è il sogno di un uomo qualunque, un altro qualunquista? Io vivo a Corleto Perticara dove il 16 agosto 1860 partì il primo impulso alla lotta per l'Unità di Italia del continente (alla sarda). Per tanti martiri, in loro memoria vorrei che vi fosse finalmente il popolo a creare un nuovo vero benessere per tutti. Se mi leggi avrei molto piacere di una risposta e sognerei una realizzazione. Un qualsiasi la qualunque:


Francesco Vicino



Egregio Giovanni Anversa

Questa mia la vorrei discutere con qualche politico che a parole dice le stesse cose ma senza astrarsi dalla propria posizione di sazio che non crede il digiuno. Io non farei la riforma elettorale ma porrei il servizio della politica che propone una “fede” (politica) al livello che merita con una missione superiore da compiere che non deve essere assolutamente svilita dal semplice contatto con il denaro o il privilegio. Nulla può essere più appagante di servire il prossimo e quindi solo beni primari se il politico è indigente. La regola potrebbe essere di dover vivere con quello che percepisce l’ultimo degli italiani.

La società che proporrei è basata sulla eliminazione del povero, dell’emarginato, del carcerato, dell’alienato, del dipendente da droga, gioco, prostituzione, sigarette, ecc.

Il modello è quello della cellula familiare che si estende come struttura alla società.

Deve essere definito un livello minimo per vivere e nell’uguaglianza come figli per una buona mamma, per poter essere tutti sullo stesso piano economico ma con incarichi diversi che si espletano con passione.

Un’opportuna struttura multidisciplinare e all’avanguardia che sostituisce la figura funesta del medico di base. Questa struttura avrebbe il compito di scandagliare e garantire la salute psicofisica e il livello di soddisfazione in società, ma anche eventuali problemi di tipo psichico o devianze o dipendenze. L’educazione e la rieducazione continua e mai interrotta devono eliminare la necessità del carcere con un controllo centrale e reciproco. Per il carcere seguirei alla lettera l’autorevole indicazione: “non giudicare” e sono convinto che la sola risorsa possibile è la rieducazione (esperienza già sperimentata dalla recidiva tendente a zero)e inoltre con l’eliminazione di carceri e altre strutture inutili alla lunga la più economica e la più umana. Il percorso deve essere di lavoro fisico del rieducando e anche di percorsi psicologici mirati. La cultura deve far capire che è impossibile vivere in società se non si assimila il prossimo ad un altro se stesso. Di proposte concrete e particolareggiate ne ho anche altre: droga gratis in farmacia con ricetta obbligatoria (per togliere ogni risorsa alla criminalità). Al dipendente da droga si deve offrire e studiare ogni percorso possibile per il recupero che se non applicabile porta in automatico alla revoca della patente e dell’assistenza sanitaria se non quella di soccorso estremo. Se il drogato delinque si passa alla rieducazione sostitutiva del carcere e con obbligo di disintossicazione con recupero a tutti i costi. Nell’applicare queste regole si deve essere disponibili ad applicarle anche al proprio figlio o parente stretto con coscienza e amore.

Nessuno dei nostri politicanti parla di un carcerato come un proprio fratello o figlio e la regola della colpevolezza non si vuole sostituire con la prevenzione e la prima prevenzione è il benessere vero del singolo.

Se andiamo nel degrado e diciamo che senza avere nulla di cui poter vivere l’individuo si deve comportare bene, e lo facciamo con il portafogli gonfio e ostentazione di ricchezza e di privilegio, il cittadino allettato dalla delinquenza sprofonda nel degrado. Oggi non vi è più uno spazio minimo di vita, suicidi, giovani spenti, anziani vilipesi, lavoratori sbandati. Individui espropriati della possibilità di procreare. Questa situazione solo con le conseguenze a livello psicofisico saranno in grado di invalidare tutti i sacrifici di queste azioni economiche di oggi e penso che o ci si occupa del cittadino singolo o non vi sarà futuro come nella Basilicata dei briganti. “La forza nasce per violenza e more per libertà” (Leonardo Da Vinci) detto come rappresentazione fisica si adatta perfettamente anche alla società.

Questa citazione purtroppo funziona e fa presagire cose tristi. Nel frattempo nessuno parla di queste gravissima situazione e ci si interroga sul perché Grillo avanza. Ma l’eliminazione dei politicanti è stata dichiarata indispensabile anche da Cesare Romiti da Fazio (che tempo che fa RAI3) anche se lo stesso è affascinato da una soluzione autoritaria ….sulla falsariga di quanto visto in Cina. (E si dichiara amico di Monti). Poi dice delle banche che devono essere al servizio dell’industria. Da questo si deduce che o ci liberiamo dalla cattiva finanza o la democrazia già mai operativa è finita per sempre.

Siamo in guerra davvero ne sono convinto, per ora solo una guerra finanziaria ma purtroppo tutto potrebbe succedere.



Mi piacerebbe che qualcuno affrontasse argomenti come questi proposti e ho notato con piacere (da ciò che ha detto stamani il professore di economia nella vostra trasmissione) che la mia visione coincide con la creazione di lavoro sviluppo e crescita vere. Le tasse e la dea finanza portano alla morte.

Per favore parliamone prima che sia troppo tardi. E basta poco tempo.

In attesa di una sua autorevole risposta, porgo cordiali saluti.



Francesco Vicino

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