Caro
Grillo,
Don
Gallo ieri sera 27/04/2012 ha testimoniato la tua buona fede. Io sono ammirato
della tua lotta contro i politicanti. Essi nel timore di essere smascherati e
perdere i privilegi ti attribuiscono denominazioni "targa" che
vorrebbero isolare il tuo movimento. Io pur ribadendo la mia stima per la
sostanza del movimento 5 stelle, ti vorrei suggerire di essere meno aggressivo.
Capisco che il tuo modo di fare sia contenuto in una storia di artista, ma oggi
tu Beppe, hai la responsabilità di interpretare la maggioranza degli Italiani
che vorrebbe fare qualcosa per cambiare l'attuale dittatura della finanza con
una vera democrazia. Ho citato Don Gallo perché penso che lui sia l'esempio da
seguire: pacato ma fermo e veramente rivoluzionario. L'unica vera rivoluzione è
quella senza violenza nemmeno verbale. Il mio credo è quello socratico:
"Se proprio non puoi amare il tuo prossimo almeno rispettalo". Io su
questo ho già in mente nel dettaglio una nuova forma sociale dove il singolo
essere umano è principe per la società. Il fine primo ed ultimo (della
società)deve essere il benessere del singolo e nessun organismo sociale può
nella mia ipotesi creare disagio o vessazione. Detto questo l'innovazione
nella politica, a mio parere, è proporre un modello di società e sperimentarlo.
Pertanto la seconda fase del movimento sarebbe creare un gruppo pilota che
realizzi in piccolo una forma di società nuova e solidale. Questa sarebbe
partecipare alla guerra (non violenta) con un arma letale per il malaffare e i
politicanti che non sarebbero più disponibili ad una missione senza
retribuzione. Per spiegare il concetto porto ad esempio San Patrignano o
Nomadelfia, (non conosco la realtà della comunità di Don Gallo). Utopico è che
io possa parlare direttamente con te. Ma se vuoi posso spiegarti per iscritto
quello che io ho elaborato. Questo è il sogno di un uomo qualunque, un altro
qualunquista? Io vivo a Corleto Perticara dove il 16 agosto 1860 partì il primo
impulso alla lotta per l'Unità di Italia del continente (alla sarda). Per tanti
martiri, in loro memoria vorrei che vi fosse finalmente il popolo a creare un
nuovo vero benessere per tutti. Se mi leggi avrei molto piacere di una risposta
e sognerei una realizzazione. Un qualsiasi la qualunque:
Francesco Vicino
Egregio
Giovanni Anversa
Questa
mia la vorrei discutere con qualche politico che a parole dice le stesse cose
ma senza astrarsi dalla propria posizione di sazio che non crede il digiuno. Io
non farei la riforma elettorale ma porrei il servizio della politica che
propone una “fede” (politica) al livello che merita con una missione superiore
da compiere che non deve essere assolutamente svilita dal semplice contatto con
il denaro o il privilegio. Nulla può essere più appagante di servire il
prossimo e quindi solo beni primari se il politico è indigente. La regola
potrebbe essere di dover vivere con quello che percepisce l’ultimo degli
italiani.
La
società che proporrei è basata sulla eliminazione del povero, dell’emarginato,
del carcerato, dell’alienato, del dipendente da droga, gioco, prostituzione,
sigarette, ecc.
Il
modello è quello della cellula familiare che si estende come struttura alla
società.
Deve
essere definito un livello minimo per vivere e nell’uguaglianza come figli per
una buona mamma, per poter essere tutti sullo stesso piano economico ma con
incarichi diversi che si espletano con passione.
Un’opportuna
struttura multidisciplinare e all’avanguardia che sostituisce la figura funesta
del medico di base. Questa struttura avrebbe il compito di scandagliare e
garantire la salute psicofisica e il livello di soddisfazione in società, ma
anche eventuali problemi di tipo psichico o devianze o dipendenze. L’educazione
e la rieducazione continua e mai interrotta devono eliminare la necessità del
carcere con un controllo centrale e reciproco. Per il carcere seguirei alla
lettera l’autorevole indicazione: “non giudicare” e sono convinto che la sola
risorsa possibile è la rieducazione (esperienza già sperimentata dalla recidiva
tendente a zero)e inoltre con l’eliminazione di carceri e altre strutture
inutili alla lunga la più economica e la più umana. Il percorso deve essere di
lavoro fisico del rieducando e anche di percorsi psicologici mirati. La cultura
deve far capire che è impossibile vivere in società se non si assimila il
prossimo ad un altro se stesso. Di proposte concrete e particolareggiate ne ho
anche altre: droga gratis in farmacia con ricetta obbligatoria (per togliere
ogni risorsa alla criminalità). Al dipendente da droga si deve offrire e
studiare ogni percorso possibile per il recupero che se non applicabile porta
in automatico alla revoca della patente e dell’assistenza sanitaria se non
quella di soccorso estremo. Se il drogato delinque si passa alla rieducazione
sostitutiva del carcere e con obbligo di disintossicazione con recupero a tutti
i costi. Nell’applicare queste regole si deve essere disponibili ad applicarle
anche al proprio figlio o parente stretto con coscienza e amore.
Nessuno
dei nostri politicanti parla di un carcerato come un proprio fratello o figlio
e la regola della colpevolezza non si vuole sostituire con la prevenzione e la
prima prevenzione è il benessere vero del singolo.
Se
andiamo nel degrado e diciamo che senza avere nulla di cui poter vivere
l’individuo si deve comportare bene, e lo facciamo con il portafogli gonfio e
ostentazione di ricchezza e di privilegio, il cittadino allettato dalla
delinquenza sprofonda nel degrado. Oggi non vi è più uno spazio minimo di vita,
suicidi, giovani spenti, anziani vilipesi, lavoratori sbandati. Individui
espropriati della possibilità di procreare. Questa situazione solo con le
conseguenze a livello psicofisico saranno in grado di invalidare tutti i
sacrifici di queste azioni economiche di oggi e penso che o ci si occupa del
cittadino singolo o non vi sarà futuro come nella Basilicata dei briganti. “La
forza nasce per violenza e more per libertà” (Leonardo Da Vinci) detto come
rappresentazione fisica si adatta perfettamente anche alla società.
Questa
citazione purtroppo funziona e fa presagire cose tristi. Nel frattempo nessuno
parla di queste gravissima situazione e ci si interroga sul perché Grillo
avanza. Ma l’eliminazione dei politicanti è stata dichiarata indispensabile
anche da Cesare Romiti da Fazio (che tempo che fa RAI3) anche se lo stesso è
affascinato da una soluzione autoritaria ….sulla falsariga di quanto visto in
Cina. (E si dichiara amico di Monti). Poi dice delle banche che devono essere
al servizio dell’industria. Da questo si deduce che o ci liberiamo dalla
cattiva finanza o la democrazia già mai operativa è finita per sempre.
Siamo
in guerra davvero ne sono convinto, per ora solo una guerra finanziaria ma
purtroppo tutto potrebbe succedere.
Mi
piacerebbe che qualcuno affrontasse argomenti come questi proposti e ho notato
con piacere (da ciò che ha detto stamani il professore di economia nella vostra
trasmissione) che la mia visione coincide con la creazione di lavoro sviluppo e
crescita vere. Le tasse e la dea finanza portano alla morte.
Per
favore parliamone prima che sia troppo tardi. E basta poco tempo.
In
attesa di una sua autorevole risposta, porgo cordiali saluti.
Francesco
Vicino
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