lunedì 25 aprile 2016

Comunità cum munis compito, funzione, talento, comunicazione in Verità.


 
Amore è necessario per qualsiasi attività umana non distruttiva. In natura nel mondo animale amore e morte convivono e così è per il genere umano. La Storia, insieme di esperienze scritte dai vincitori e lette da altri uomini che finora hanno sempre pensato di prevaricare il proprio simile in una ripetizione folle del potere e della morte senza alcun confine. Eppure il concetto è semplice e alla portata di tutti: o amore o morte. Purtroppo la morte sta prevalendo sempre di più e alcuni pensano che seguendo la strada del bene il male venga confinato fuor di loro. Ma l’uomo è intriso di quanta cattiveria lo ha interessato nella sua vita insinuandosi nel profondo della psiche e rappresentando una bomba innescata e un campo minato grande quanto il pianeta terra. Partecipiamo tutti ad una estrazione a sorte in cui si possono incontrare persone che diffondono il bene o il male. Le regole di questa lotteria sono quelle della competizione che ci viene imposta nei modi più subdoli e tramite la pubblicità come per ripetizione ipnotica siamo condizionati, inconsapevoli. La vita si trasforma in una corsa con il traguardo del nulla: alcuni sono ricchi e altri poveri ma muoiono per la stessa causa o motivo cioè per la patologica risonanza dell’io narcisista e quindi onnipotente che come per la dose di droga vuole sempre di più. E citando Sergio Leone: “quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile è un uomo morto”. Ma muore anche l’uomo giusto in quanto la ragione soccombe di fronte alla forza. La vita cede il posto alla morte a nostra insaputa. Detto questo il rimedio esiste già gratuitamente ed è la Costituzione Italiana che è giusta e scritta da Padri e Madri in modo perfetto. Purtroppo le leggi sottostanti creano l’ingiustizia in quanto ignorano (volutamente?) i loro effetti reali sull’uomo “giustiziato”. Palesemente vi sono entità quali, principalmente, la verità processuale e la prescrizione insieme al sistema dei Giudici insufficienti come organico e mezzi che creano un sistema con ingranaggio frenato e quindi inefficace. Mi viene da scrivere che il sistema è studiato a tavolino per essere una gara ad ostacoli (gli ostacoli sono la complessità delle norme e la loro sovrapposizione e comunque la loro interpretazione confrontata con sentenze del passato) per cui la giustizia diventa una competizione fra avvocati costosissima e per questo esclusiva dei soli ricchi. Il carcere è un'altra istituzione che viene alimentata dal sistema giudiziario con formula retributiva che aggrava il disagio e la recidiva e non rieduca. La Polizia arresta, il sistema della giustizia rilascia in libertà il delinquente e questi continua ad occupare il territorio che diventa, di fatto, non più fruibile dal cittadino onesto. In innumerevoli luoghi non esiste più lo stato; la proprietà e l’arbitrio sono delegati agli offrenti vizio (droga, prostituzione ecc.) Con questo si istituzionalizza il malaffare, in primis quello dei politici corrotti per cui si parla di telefonata inopportuna e non di favoritismi familistici. (Che non sono un reato! Chi ruba una mela e chi ruba milioni di euro …)

E tutto questo favorire interessi dei poteri forti crea povertà e sfalda la Nazione e crea situazioni di furti autorizzati, di ambiente vilipeso e inquinato. La follia si alimenta di morti.

Ma facciamoci la domanda del giallista sulla scena del crimine: a chi giova? In realtà a nessuno. Sarebbe come chiedere a chi giova la guerra? Ai produttori di armi? Ma se si mettesse mano all’atomica (la guerra è soggetta al fenomeno della risonanza) coloro che si arricchiscono dove dovrebbero andare per godersi i proventi della vendita? Su Marte? Ma la nostra vita non è già una guerra?

Ora io mi chiedo e me lo chiedo da una posizione “privilegiata” dall’Italia dove si muore per inquinamento, per fame, per follia omicida da accumulo di rabbia che esplode, per tifo calcistico, per droga, per alcool, per moda, per bullismo, per effetti collaterali dei farmaci, per bulimia e anoressia, ecc. ecc. dove esiste la schiavitù dei braccianti e i caporali, e i diritti del lavoro non esistono più e ci si può rovinare con il gioco, dove le donne per il rispetto che ne abbiamo sono sfruttate sul marciapiede, dove il lavoro non esiste più e quello legale viene affossato dal lavoro nero (non perseguito per nulla), dove la classe politica al potere non ha proposte  ecc. ecc. Mi chiedo vogliamo continuare così? La domanda è populista e qualunquista. (Termini abusati che servono a circoscrivere le domande e gli argomenti che si avvicinano troppo alla realtà oggettiva cui si deve anteporre la realtà mediata detta anche condizionamento).

Io rispondo negativamente alla domanda e mi viene in mente il confronto Salvini, Fiano, Sallusti alla Gabbia dove Fiano e Sallusti danno ragione a Salvini a proposito degli immigrati che finalmente:”non si possono accogliere tutti …” Io, da ignorante, avevo subito capito che eravamo conniventi con gli sfruttatori scafisti e quindi avrei mandato un traghetto in servizio a viaggio pieno in Libia dove si potevano accogliere i soli rifugiati evitando di ospitare in hotel una massa enorme come accaduto. I barconi di morte no! Naturalmente il cittadino è “rappresentato” ma non ha voce in capitolo.

Ora voglio dire che cosa penso della vita attuale sopra descritta sommariamente ma spero con efficacia.

La corsa senza meta non mi interessa perché ho già troppo subito il sistema di ingiustizia come artigiano e come cittadino. Mi ritrovo il paese dove vivo inquinato e al centro di inchieste giudiziarie, non sto più lavorando (a Firenze dove sono riemigrato dal punto di vista lavorativo con i figli) da ott. 2014 in quanto non sono amico ne parente di alcun esponente politico locale o nazionale. Dopo 43 anni di lavoro non posso andare in pensione se non fra alcuni anni grazie alla Fornero. Come Lucano di Corleto Perticara sono desolato per lo stato di abbandono della rete viaria. In particolare la strada Saurina sbandierata come spot elettorale alle elezioni comunali come cantierabile subito da oltre 40 anni. L’educazione dei giovani è malata e inefficace e non si riescono a bandire dalle loro menti elementi quale lo sballo e le deleterie mode e soprattutto si alimenta il peggiore dei mali: il narcisismo. Con l’avallo dei genitori.

Quale è il rimedio a tutto questo? Preciso che non credo ne ai partiti ne alle ideologie che tutti e due sono morti. Io credo solo al postulato dell’amore. Non abbraccio alcuna religione ne rivelata ne altra forma di fede per sua natura non dimostrabile. Credo nell’Uomo dalle possibilità Infinite (basta leggere la storia per dimostrare ciò) e intuisco un Dio che è una Entità non possedibile da nessuno in qualsiasi modo. 

1)      Fissare con la formula: IO=IOTU il principio della vita cioè l’amore. Precisare che se non si rispetta quella formula l’alternativa è solo la morte. Naturalmente è già scritto tutto in Costituzione che va applicata e non ignorata o peggio modificata (speriamo che i referendum riportino alla versione originale).

2)      Ogni uomo deve essere educato al bene, in ambiente sereno e secondo i principi dell’amore e deve raggiungere uno stato di pace interiore che escluda per sempre la competizione a favore della collaborazione. Questo deve corrispondere a uno stato psicofisico il meglio che sia possibile che si avvicini al termine felicità.

3)      Se capita nonostante tutto di dover chiedere il perdono del prossimo vi sarà un opera di rieducazione psicofisica che permetta quando realizzata di rientrare in comunità.

4)      Lo sport deve valorizzare il lavoro di gruppo o del singolo e misurare il risultato solo per incentivare l’emulazione ma mai per competizione. La filosofia deve essere io faccio meglio questo tu fai meglio quello ma nessuno è migliore.

5)      Il lavoro inteso come servizio deve essere svolto da tutti con pari stipendio o crediti ma con elevato standard qualitativo e quantitativo a rotazione dei vari compiti.

6)      Al governo ci saranno sole poche persone a costo zero e con il solo sostentamento. Naturalmente saranno orgogliosi e degni di portare avanti gli obbiettivi pensati e perfezionati da tutti con le tecnologie a disposizione. Potranno essere sorvegliate come tutti i cittadini e non avendo nulla da dover nascondere non avranno bisogno di tutelare la loro privacy. Per la elezione la rete e tramite il comune per chi non possiede un computer cosa rarissima nel futuro.

7)      Libertà e non libertinaggine. Infatti si può avere un tipo di libertà che abbia per conseguenza (come per la droga) il delinquere e l’abbrutimento e la autodistruzione tramite un percorso patologico a carico dei contribuenti onesti? È questo amore o morte? E lo stesso vale per ogni dipendenza dal fumo di sigaretta cancerogena, al gioco compulsivo, ad ogni tipo di dipendenza. Quindi la libertà va ridotta nella parte oscura che genera morte. Libertà vera è quella che crea il vero benessere per tutti.

8)      Giustizia e non verità processuale o prescrizione. Sentenze in giornata in tempo reale e senza paura per l’errore giudiziario in quanto la rieducazione non può fare che bene. Giudizio sommario? No, Perdono e sola rieducazione in libertà proporzionata al profilo del giudicando.

Non mi viene in mente altro e penso che altro non sia necessario.

Ma come trasformare l’Italia di oggi quella del crimine efferato e della giustizia rappresentativa (come una liturgia e una serie di film dal copione sempre uguale) e diluita nel tempo e per questo essa stessa diseducativa? Con quattro soli provvedimenti risolutivi.

1)      Ridefinizione della Libertà con proibizione dei comportamenti non idonei a vivere e migliorare la Comunità. (In primis droga, alcool non misurato, gioco con denaro, prostituzione, ecc. ecc.)

2)      Eliminare il carcere e sostituirlo con il Perdono della rieducazione e con obbiettivo obbligatorio del recupero. (Vedi Svezia) La pena non esiste più e la rieducazione dura fino ad obbiettivo raggiunto. E’ ammesso ogni sistema tecnologico per il controllo del rieducando anche per verificarne il comportamento prima, durante e dopo. Naturalmente sarebbe autorizzato il controllo e l’autocontrollo da parte dei cittadini consapevoli (onesti). Come succede in ogni famiglia che si rende conto della deriva del figlio. Il recupero deve avvenire senza ledere alcun diritto e in modo che la vita sia felice ma produttiva. Naturalmente il lavoro deve essere per tutti come in Costituzione.

3)      Visita annuale multidisciplinare per stabilire lo stato di salute e le eventuali dipendenze che vanno risolte come da punto due. I cibi e l’inquinamento vanno monitorati in continuo e la dieta studiata su misura.

4)      Educazione e scuola vanno semplicemente orientati al principio dell’Amore e la didattica deve essere reinventata per favorire i talenti innati e giungere a risultati eccellenti ma mai presupporre che vi sia un migliore e un peggiore ma temporaneamente meglio realizzato. Affrontare la dinamica del narcisismo patologico come elemento basilare per la conoscenza di se stessi. (L’importanza della conoscenza di se è nota e ne parlava già un certo Socrate o un certo Gesù fra gli altri).

5)      Tassazione al 15% con eliminazione della economia sommersa. Lavoro e pensione per tutti.

 

Si vedrebbe l’Italia rifiorire come nel sogno di chi ha scritto la Costituzione con il suo sangue.

Questo è quello che penso e se l’uomo non sceglierà il bivio verso l’Amore lavorando su se stesso e sul suo prossimo allora morirà già in vita e come dice Mauro Scardovelli diventerà una fotocopia. La vita è poter essere consapevoli di se e vivere degnamente in Comunità.

Tutto questo è stato già detto e scritto in svariati modi ad esempio da Marco Guzzi (Dare Pace) o Diego Fusaro e altri, ma occorre fare molta attenzione agli schemi che limitano la comunicazione causando perdite di tempo e manipolazione. Ad esempio affrontare il discorso su chi è nato prima se l’uovo o la gallina. Se è meglio la democrazia o la monarchia. Comunque fai sbagli. L’amore, la conoscenza del se all’ombra di una Costituzione applicata. Ragionamenti razionali: “quando manca la ragione suppliscono le grida, la qualcosa non capita nelle cose certe” Leonardo da Vinci.

 

A Corleto Perticara (come in tutti i paesi italiani) il monitoraggio imparziale ambientale e sui cibi dovrebbe essere fatto in tempo reale e portato a conoscenza dei cittadini per evitare il diffondersi di patologie inguaribili. Questa è una priorità assoluta e soprattutto l’assenza o la falsificazione dei dati è il peggior crimine che esista e definisce la corruzione mentale e l’oscuramento della realtà proprie di una logica di profitto senza futuro. Quando poi l’eroismo di un servitore dello Stato (tenente Di Bello) viene disconosciuto e vessato (Le Iene) per nascondere interessi industriali inquinanti e collusioni allora viene spontaneo pensare a un’immagine: Un capo di un campo di concentramento, un medico, rispondeva alla domanda di suo padre su quale tipo di medicina esercitasse. La risposta fù: Io faccio il mestiere di Dio. Scelgo chi deve vivere e chi deve morire. Quanti uomini pensano di potersi sostituire a Dio? Anche il Papa? Anche gli scafisti? Anche noi tutti?

E tu, papà, che mestiere fai? Sei tu papà che hai inquinato il paese? E io perché sono destinato a morire?

Chi è senza peccato scagli la prima pietra. 

IO=IOTU

lunedì 23 marzo 2015

ISIS A CASA NOSTRA?


Oggi, nella mia condizione di permanenza in un limbo permeato di stanchezza e di mancanza di motivazione ho ascoltato su rai tre quello che ha detto Giampaolo Pansa (un qualunquista e non votante da tre anni come si autodefinisce) rispondendo alla domanda della conduttrice riguardo all’ISIS. La risposta con precisione non me la ricordo però credo vertesse sulla follia di un totalitarismo globale pericolosissimo. Risposta corretta e condivisibile cui vorrei aggiungere un elemento che, come sempre, sfugge a coloro che hanno il privilegio di poter parlare in pubblico (avendone certamente i titoli). Mi chiedo che differenza vi sia a livello di posizione psicologica fra un terrorista e fra tante storie quella di una bulla che picchia una sua compagna di scuola? Non sono potenzialmente frutto della stessa carenza educativa basata sulla non conoscenza della realtà che si chiama onnipotenza? E il tifoso di calcio ultras che vive lo scontro della “battaglia” armandosi scrupolosamente e attaccando un suo “nemico” a volte fino alla morte? Dovrei incamerare tanti, troppi, episodi che ogni giorno vengono spettacolarizzati in tv e che hanno la stessa matrice della non conoscenza del rispetto dell’altro. Sempre oggi ho visto un video di Michela Marzano, filosofa, che parlava, fra la altre cose, della fiducia definita “un salto nel buio” un azzardo che oggi non viene affatto praticato come minimo per competizione incorporata o anche per moda dell’apparire e quindi di mostrare una maschera che viene tolta (ahime) in occasione del proprio suicidio. Esagerato! Me lo dico ma poi penso ai campi di sterminio nazisti che hanno per protagonisti gli aguzzini che avevano aderito a una fede (nazista) e all’ombra anestetizzante di questa erano sacerdoti di un programma nobile e alto: la creazione di una razza eletta capace di solo opere globali. Nobile e alto come quel bimbo dell’attualità che con i suoi dieci anni mal contati con “gioia” partecipa al disegno di Allah che consiste nell’indossare un orologio, impugnare una pistola e fare il proprio dovere di carnefice, serenamente. Anche lui non ha mai conosciuto il concetto di rispetto reciproco ma solo la fede ISIS dove solo la razza eletta da Allah ha il diritto di vivere. Mi ha colpito la serenità di una donna ferita a Tunisi, in ospedale che diceva che questa gente va aiutata (riferendosi al popolo tunisino) e anche coloro che vengono irretiti dall’ isis vanno aiutati … Vorrei che a questa donna venisse conferita una onorificenza e il suo concetto di essere umano è anche il mio dove la pena di morte non è prevista vedendo la possibilità della riprogrammazione (rieducazione) delle persone che però vanno fermate (Papa Francesco). Detto questo vorrei chiedere a tutti ma in particolare a G.P. Pansa: “ L’ISIS, come assenza di coscienza ,cioè perdita della realtà di alcuni italiani, (per esempio ULTRAS o DISCOTECA o SALA DA GIOCO o DROGA  ce lo abbiamo anche da noi in Italia?” (io sono convinto di si).

Non vi sembra che la favola di Pinocchio sia di grande attualità per quanto riguarda Lucignolo “2.0”?

Non vi sembra che la libertà debba essere condizionale (accettazione come unica possibilità di vita il rispetto reciproco) e non essere di fatto libertinaggine?

Non vi sembra che l’unica possibilità sia di aprire un grande cantiere di educazione del se e rieducazione del “patologico” in senso letterale ed in senso esteso (essendo molto poco visibile il confine fra il patologico puro, cioè censito scientificamente, e quello derivante da inquinamento psichedelico forse pilotato)?

 

Oggi ho anche visto un video di una conferenza di Michela Marzano dal titolo: “ Etica e vulnerabilità” in cui partendo dall’evento della sua anoressia, attraverso l’ esperienza psicanalitica ella giunge ad un nuovo concetto di filosofia applicabile realmente nella vita di tutti i giorni. Palesa anche il concetto di dipendenza nel rapporto interpersonale d’amore per esempio o di amicizia e quindi di fiducia. Descrive efficacemente l’abbandono di una figura quale il marito e la delusione e conseguente demotivazione assoluta con conseguente dimagrimento problema che era già conclamato e che in un inseguimento emozionale negativo la portava verso patologie ferali. N’apocalisse come direbbe un noto attore. Il recupero del se e l’elaborazione delle motivazioni profonde hanno coperto come una vaccinazione la persona da eventuali sempre possibili delusioni. Rimane sempre un vuoto da colmare e la dicotomia dello scambio emotivo che non sempre è accordato sulle reciproche aspettative. A questo mi permetto di associare le dipendenze che colmano il nostro vuoto con un costo esagerato in termini economici e soprattutto rendono la vita una non vita quali il fumo di sigaretta, la droga, il gioco compulsivo, il computer, ecc., ecc.

A proposito di questo sul primo canale rai oggi era presente Baldini giocatore che ha pagato con l’abbandono della moglie e che ha ancora un milione di euro di debito verso i biscazzieri che minacciano impunemente chi cade nella loro rete. E lo Stato dov’è? I rappresentanti del popolo fanno i loro affari e poi le sale gioco sono legali, anzi hanno avuto anche un bonus fiscale. Tanto di un Baldini qualsiasi come di Paperino non interessa a nessuno. Stiamo sereni siamo solo conniventi con diversi suicidi. Baldini se l’è cavata perché mentre poneva in atto il suicidio è stato aggredito da un barbone che voleva rapinarlo …
Mi vengono alla mente tante ingiustizie, con tanti morti e tanti morti viventi e mi chiedo: “Siamo sicuri di non essere in un campo di sterminio”? Oppure: “ siamo sicuri che a nostra insaputa l’ISIS ci abbia reclutati”?

sabato 3 gennaio 2015

domenica 21 dicembre 2014 LETTERINA A BABBO NATALE


Caro Babbo Natale Francesco,

Ti scrivo cosciente del fatto che tu non leggerai mai la presente. Comunque per tramite del Dio che ipotizzo spero ti giunga questo contenuto dove spero di esporre in maniera intellegibile quanto è dentro di me. Non ho da chiedere doni per me (anche se vorrei vincere al Lotto 3.000.000 di euro) e ipotizzo una classe politica senza alcun emolumento. La religione a me pare basata su libri come quelli della Legge interpretabili e per questo inconsistenti e portatori di opposte fazioni che invalidano anche il principio della pacifica convivenza degli esseri umani. A me pare che le chiacchiere stanno a zero (usando un modo di dire tipicamente romanesco molto efficace). L’uomo ha dentro di sé una matrice che genera pace o guerra: vedere il prossimo come un altro se stesso o vedere il prossimo come un essere con cui competere per la vita o per la morte. La storia dimostra che è irrinunciabile la scelta di convivenza pacifica derivante dal postulato io = io tu. Senza questo principio si muore o quantomeno si vive la perenne ansia della sterile competizione o la condizione immorale della prevaricazione, schiavizzazione, fino all’eliminazione fisica passando per l’annichilimento. Nessun altro comandamento o principio è necessario ma la sola osservazione dei frutti: in una parola nessuno deve soffrire nell’ambito di una comunità che viva la vera uguaglianza mediata solo dai ruoli di ognuno che io ipotizzo intercambiabili e fruttuosi. Questo forse pare essere un sogno utopico ma nel suo riportare la questione della vita sociale ai minimi termini elimina tante vuote parole che partono dalla perdita della realtà causata dalla fede cieca che nella storia è stata di Roma gloriosa conquistatrice a fil di spada, di Hitler freddo impiegato sterminatore con la ambizione napoleonica di creare un mondo nuovo di uomini selezionati e anche delle varie religioni che determinano principi a volte atti a creare una casta comunque privilegiata anche solo nella presunzione di verità. Caro Babbo Natale il tuo gesto di condividere l’unico Dio (di cui non si può essere padroni o rappresentanti) con la preghiera in una moschea conferma la mia (lo dico con profonda ironia) teoria della pura e semplice comunione. E Pippo Pippo non lo sa che quando passa ride tutta la città e nessuno osa dire che il Re è nudo. La teatralità delle funzioni religiose o militari hanno origini irrazionali che però creano sentimenti cioè portano a deteriore fede assoluta cioè plagio delle coscienze. Ma gli effetti di ciò sono benefici per tutti o Faccetta nera ha creato malessere a diversi uomini plagiati? O’ Sole mio sta in fronte a te forse meno.

Non voglio aggiungere altro, ti chiedo solo Santo Padre Babbo Natale: pensaci e fammi sapere …

Buon Lavoro

Francesco Vicino

giovedì 16 ottobre 2014

TURBOCONSUMATORI BULIMICI? AHI AHI AHI!

FACCIAMO L'ECONOMIA-COME COSTRUIRE UNA NUOVA SOCIETÀ DELL'ABBONDANZA

DI SERGE LATOUCHE - repubblica.it

Viviamo in una società della crescita. Cioè in una società dominata da un'economia che tende a lasciarsi assorbire dalla crescita fine a se stessa, obiettivo primordiale, se non unico, della vita. Proprio per questo la società del consumo è l'esito scontato di un mondo fondato su una tripla assenza di limite: nella produzione e dunque nel prelievo delle risorse rinnovabili e non rinnovabili, nella creazione di bisogni - e dunque di prodotti superflui e rifiuti - e nell'emissione di scorie e inquinamento (dell'aria, della terra e dell'acqua).

Il cuore antropologico della società della crescita diventa allora la dipendenza dei suoi membri dal consumo. Il fenomeno si spiega da una parte con la logica stessa del sistema e dall'altra con uno strumento privilegiato della colonizzazione dell'immaginario, la pubblicità. E trova una spiegazione psicologica nel gioco del bisogno e del desiderio. Per usare una metafora siamo diventati dei «tossicodipendenti » della crescita. Che ha molte forme, visto che alla bulimia dell'acquisto - siamo tutti «turboconsumatori » - corrisponde il workaholism, la dipendenza dal lavoro. Un meccanismo che tende a produrre infelicità perché si basa sulla continua creazione di desiderio. Ma il desiderio, a differenza dei bisogni, non conosce sazietà. Poiché si rivolge ad un oggetto perduto ed introvabile, dicono gli psicoanalisti.



Senza poter trovare il «significante perduto», si fissa sul potere, la ricchezza, il sesso o l'amore, tutte cose la cui sete non conosce limiti. (...) Anche per questo ci serve immaginare un nuovo modello. Economico ed esistenziale. Così la ridefinizione della felicità come «abbondanza frugale in una società solidale» corrisponde alla forza di rottura del progetto della decrescita. Essa suppone di uscire dal circolo infernale della creazione illimitata di bisogni e prodotti e della frustrazione crescente che genera, e in modo complementare di temperare l'egoismo risultante da un individualismo di massa. Uscire dalla società del consumo è dunque una necessità, ma il progetto iconoclasta di costruire una società di «frugale abbondanza» non può che suscitare obiezioni e scontrarsi con delle forme di resistenza, qualunque siano i corsi e i percorsi della decrescita.

Innanzitutto, ci si chiederà, l'espressione stessa abbondanza frugale non è forse un ossimoro peggiore di quello giustamente denunciato dello sviluppo sostenibile? Si può al massimo concepire ed accettare una «prosperità senza crescita», secondo la proposta dell'ex consigliere per l'ambiente del governo laburista, Tim Jackson, ma un'abbondanza nella frugalità è davvero eccessivo! In effetti, fintanto che si rimane chiusi nell'immaginario della crescita, non si può che vedervi un'insopportabile provocazione. Diversamente invece, se usciamo da certe logiche, può risultare evidente che la frugalità è una condizione preliminare rispetto ad ogni forma di abbondanza.

L'abbondanza consumista pretende di generare felicità attraverso la soddisfazione dei desideri di tutti, ma quest'ultima dipende da rendite distribuite in modo ineguale e comunque sempre insufficienti per permettere all'immensa maggioranza di coprire le spese di base necessarie, soprattutto una volta che il patrimonio naturale è stato dilapidato. Andando all'opposto di questa logica, la società della descrescita si propone di fare la felicità dell'umanità attraverso l'autolimitazione per poter raggiungere l'"abbondanza frugale". Come ogni società umana, una società della decrescita dovrà sicuramente organizzare la produzione della sua vita, cioè utilizzare in modo ragionevole le risorse del suo ambiente e consumarle attraverso dei beni materiali e dei servizi. Ma lo farà un po' come quelle «società dell'abbondanza » descritte dall'antropologo Marshall Salhins, che ignorano la logica viziosa della rarità, dei bisogni, del calcolo economico.

Questi fondamenti immaginari dell'istituzione dell'economia devono essere rimessi in discussione. Jean Baudrillard lo aveva ben visto a suo tempo quando disse che «una delle contraddizioni della crescita è che produce allo stesso tempo beni e bisogni, ma non li produce allo stesso ritmo». Ne risulta ciò che egli chiama «una depauperizzazione psicologica », uno stato d'insoddisfazione generalizzata, che definisce, egli afferma, «la società della crescita come il contrario di una società dell'abbondanza». La vera povertà risiede, in effetti, nella perdita dell'autonomia e nella dipendenza.

Un proverbio dei nativi americani spiega bene il concetto: «Essere dipendenti significa essere poveri, essere indipendenti significa accettare di non arricchirsi». Siamo dunque poveri, o più esattamente miseri, noi che siamo prigionieri di tante protesi. La ritrovata frugalità permette precisamente di ricostruire una società dell'abbondanza sulla base di ciò che Ivan Illich chiamava «sussistenza moderna». Ovvero «il modo di vivere in un'economia post-industriale, all'interno della quale le persone sono riuscite a ridurre la loro dipendenza rispetto al mercato, e ci sono arrivate proteggendo - attraverso strumenti politici - un'infrastruttura nella quale le tecniche e gli strumenti servono, in primo luogo, a creare valori d'uso non quantificati e non quantificabili da parte dei fabbricanti di bisogni professionisti ». La crescita del benessere è dunque la strada maestra della decrescita, poiché essendo felici si è meno soggetti alla propaganda e alla compulsività del desiderio. Molte di queste opzioni implicano un cambiamento della nostra attitudine anche rispetto alla natura.

Mi ricordo ancora la mia prima arancia, trovata nella mia scarpa a Natale, alla fine della guerra. Mi ricordo anche, qualche anno più tardi, dei primi cubetti di ghiaccio che un vicino ricco che aveva un frigorifero ci portava le sere d'estate e che noi mordevamo con delizia come delle leccornie.

Una falsa abbondanza commerciale ha distrutto la nostra capacità di meravigliarci di fronte ai doni della natura (o dell'ingegnosità umana che trasforma questi doni). Ritrovare questa capacità suscettibile di sviluppare un'attitudine di fedeltà e di riconoscenza nei confronti della Terra-madre, o anche una certa nostalgia, è la condizione di riuscita del progetto di costruzione di una società della decrescita serena, come anche la condizione necessaria per evitare il destino funesto di un'obsolescenza programmata dell'umanità.

Serge Latouche

sabato 12 aprile 2014

BRIGANTI D'AMORE


Propongo una visione mia personale che spero venga condivisa da qualcuno.

Il titolo è: BRIGANTI D’AMORE

Per una missione di pace il termine Brigante non sembra adeguato e l’esempio tramandato dai Vangeli e dalla storia è un parco sconfinato di Grandi persone cui si sarebbe potuta trovare ispirazione. Ho scelto brigante perché è un esempio di come fino a oggi si risponde a violenza con altra violenza. Brigante è una risposta errata perché violenta, è un periodo storico in Basilicata e dintorni di reazione alla miseria e contemporaneamente di partecipazione al Risorgimento che determinò la successiva Italia. Brigantaggio, Risorgimento, Fenestrelle vero Lager, Esercito Piemontese, Re Francesco, leggi speciali, violenza, Guerre Mondiali, Lager, Fame, Guerre attuali, droga, dipendenze psicologiche, i miei inconsapevoli ex vicini di casa a Torino le Brigate Rosse, i partiti, gli stipendi speciali, le caste, il falso benessere. Tutta questa elencazione fa capo ad una semplice scelta, mancata scelta, che è indispensabile fare per vivere: io=iotu. “Se non puoi amare il tuo prossimo almeno rispettalo”.

Voglio però ancora spiegare che il termine Brigante e la parola Amore siano due cose che concordano perfettamente in quanto: “La forza nasce per violenza e more per libertà”. Come tutti i contrari servono a poter conoscere il bene e il male nella loro infinita variabilità e anche relatività. Per me Brigante è un modo di sentire, sulla carne smembrata di alcuni miei corregionali, la violenza  e di sublimare la violenza perché diventi amore. Brigante è un termine che non va d’accordo né con Pace, né con sprovveduto o con la sua variante “sudicia”: fesso. Quindi è un avviso per noi stessi e per gli altri. L’amore non ha bisogno di commenti se siamo qui a discutere è perche amore ci ha preservato, curato e anche viziato (viziato vale soprattutto per il centro sud ma le mamme sono ineccepibili a tutte le latitudini).

Quindi i BRIGANTI D’AMORE  che cosa vogliono essere?

La risposta sarebbe: un movimento ma per ora sono solo io che penso fra me e me. Però la base teorica è l’immedesimazione del proprio io con quello degli altri in modo da creare uno spazio di vita confortevole e fonte di progresso per tutti. Se non puoi amare il tuo prossimo almeno rispettalo.

Come fare per realizzare questo? Bisogna creare uomini che aderiscono al postulato io=iotu.

Perché dovrebbero aderire? Bene, non voglio scomodare la Storia da cui si comprende che è meglio vivere che morire. Il motivo è semplice ed è: per paura di morire e/o per amore. Quindi il nome BRIGANTI D’AMORE diventa molto efficace a ricordare quel bivio dove esistono due strade una che porta al bene e una al male; ogni giorno, ogni ora noi lo possiamo imboccare nella direzione che crediamo più opportuna. Un altro motivo per aderire è quello che identifica un altro bene materiale e immateriale che è il vero benessere. Ora mi aspetta l’arduo compito di definire un concetto del vero benessere che ha una valenza molto relativa ma con delle delimitazioni ben precise che sono contenute tutte nella Costituzione Italiana. Molto spesso per definire un’entità dobbiamo trovare degli altri concetti che delimitano quel parametro. Essere ammalati non è vero benessere, essere drogati, fumare, lavorare in una azienda come l’Eternit, dover vivere in una zona dove l’acqua e/o l’aria sono avvelenate, vivere per pagare le criminalità organizzate, pensare che la donna sia da pagare per poterne fruire come una bambola gonfiabile, lo stesso per altre opzioni di prostituzione, non rispettare i dieci comandamenti, non essere convinti che ogni nostra azione che non rispetti il prossimo sia deleteria anche per noi stessi.

In queste mie affermazioni qualcuno potrebbe scorgere un’adesione alla religione cristiana che renderebbe inutili e superflui tutti i miei sforzi esplicativi. Purtroppo i miei concittadini religiosi hanno una fede e dimenticano la loro base razionale isolandosi nell’affermazione: O credi o non credi … che diventa barriera per ogni ragionamento. Leggendo il loro Libro arrivano a negare anche l’evidenza scientifica e si appropriano di fenomeni inspiegabili definendoli miracoli o interventi di Dio. Per questo non mi attribuisco una religione ma una ragionevolezza (molto insufficiente) che mi pone nella consapevolezza di non sapere. La mia presunzione è di poter elaborare un modello della realtà. Oggi con i mezzi tecnologici e il libro di Collodi Pinocchio come riferimento semplice ma non semplicistico, si possono gestire quasi tutte le situazioni  presenti nelle società, le più diverse.

Le religioni dicono più o meno le cose che sostengo come base di una convivenza sociale, con la differenza che esiste, al loro interno, l’arte della pastorizia e il bene assoluto della Santità di cui vedo, dai frutti, essere il vero esempio da seguire. Mi chiedo però quale sia la differenza fra il sacrificio di Salvo D’Acquisto e quello di un altro eroe con un’altra divisa. Le religioni, gli stati diventano, nei comportamenti, come le singole persone e l’insieme è la fotocopia del singolo. L’incredibile oggi si è realizzato e i Kamikaze giapponesi si sono industrializzati sotto varianti religiose o comunque “fedi” che spengono ogni razionalità. Lo stesso processo ingenerato negli adolescenti e addirittura bambini, da Lucignolo 2.0 e successivi e futuri aggiornamenti che come virus informatici carpiscono, attraverso mode insulse, la volontà di piccoli divorati dalla Balena e destinati al macello. Ed esistono programmi anche per gli adulti che cadono anch’essi nelle reti gettate e governate da mani esperte e intrise di sangue; la tonnara non lascia scampo. ( Perché sento risuonare discorsi sovrapposti in uno spazio temporale a memoria di storia che inneggiano alla lotta, alla guerra, alla gloria, al macello, allo sterminio, facendoli passare come obbiettivo di vita per la creazione di Insiemi di Nazioni, ignorando la scia di morte e di olezzi nauseabondi e di numeri stampigliati su carne da macello e di sofferenze, ignorate dalla vittoria che miete anch’essa vittime “eroiche”? Ancora oggi nello specchio della storia vi sono azioni eroiche che cambiano valenza a seconda del punto di vista …)  

Io vorrei che non fosse tolto ad alcuno il diritto di vivere e per questo mi sento un BRIGANTE D’AMORE.

Questo detto, calandomi nella realtà di oggi in Italia, vista anche la crisi, per portare vera crescita a mio parere non vi sarebbe azione più efficace che creare il vero benessere e la vera edu-rieducazione smantellando nel contempo la criminalità organizzata.

Azioni immediate:

  1. SANITA’: Riorganizzazione dei Medici di base in strutture polispecialistiche per la diagnostica avanzata di tipo psicosomatico per prevenire la malattia ed identificare le devianze psicologiche, le eventuali dipendenze, e la presenza di un minimo di spazio di vita. Questo per controllare e indirizzare in modo migliore la terapia opportuna o la rieducazione.
  2. Droga a costo zero con controllo di ricetta medica obbligatoria con invito verso la disintossicazione che se rifiutata conduce verso il ritiro della patente e dell’assistenza sanitaria (salvo casi di urgenza)
  3. Giochi, prostituzione, fumo di sigaretta proibizione assoluta con indirizzamento verso sessualità non mercenaria, giochi non d’azzardo, aria pulita per tutti.
  4. Cartacce in qualsiasi luogo o rifiuti: obbligo di pulizia per tutti con rieducazione obbligatoria come per qualsiasi reato
  5. GIUSTIZIA: Abolizione del carcere con sistema di rieducazione a gironi danteschi dove si può arrivare per persistenza anche a lavori durissimi ma nel rispetto di dignità e diritti e dove anche il direttore del centro di rieducazione  deve sperimentare periodicamente la pena massima prevista onde garantirne la sopportabilità. Per contro se si collabora e si progredisce si può sempre risalire la china. Questo nel meglio dei sistemi di rieducazione con lavoro e cure psichiche ed emozionali oltre ad acculturazione. Nessuna conseguenza per l’ammissibilità nella società e nessuna durata della pena ma solo il risultato. Mezzi tecnologici di controllo applicati anche in forma preventiva. Sistema di giudice unico senza avvocati e ricerca della verità oggettiva e non della verità processuale. L’errore giudiziario è inefficace trattandosi di rieducazione che non fa mai male. Il principio della giustizia deve essere il giudizio obbiettivo tenuto conto del substrato culturale. Il controllo da autocontrollo e da reciproco controllo deve essere applicato a tutti anche con mezzi tecnologici. La prescrizione non è prevista. La patologia psichiatrica va curata e deve essere impedito in ogni modo possibile il nocumento verso chiunque.
  6. Fallimenti d’azienda consentiti solo con il rimborso di tutti i creditori che se non possibile sarà fatto dal fallito con lavoro fino al completo risarcimento.
  7. SCUOLA: Utile, efficace, educativa, polifunzionale, su misura per gli interessi del singolo, con percorsi emozionali e studio della storia discussa sul principio della verità storica (e con il dubbio legittimo della distorsione “giornalistica”) e per far maturare la sana avversione verso la violenza. Educazione fisica come esperienza dei propri limiti e di educazione al rispetto di se e degli altri. Educazione psicoaffettiva. Arti marziali per auto difesa e per coscienza non violenta. Yoga e coscienza delle infinite potenzialità della macchina umana ancora inesplorate.
  8. POLITICA: Missione senza alcun compenso salvo beni in natura necessari al sostentamento.
  9. LAVORO: si deve garantire a tutti come da Costituzione e fissare un minimo vitale al di sotto del quale si deve dare garanzia. Piuttosto si divide il reddito in parti uguali quando non vi sia di meglio. Uguaglianza ed intercambiabilità delle mansioni che non determinano valutazioni diverse nella retribuzione.  Collaborazione e non competizione, ottimizzazione, spirito di squadra unica.
  10. IMMIGRATI: Non devono in alcun modo pagare nulla per entrare in Italia ed è l’Italia che decide chi e quando entra trasportato da navi italiane gratuite o non entra. Questo per terminare la (implicita) complicità della nostra nazione a favore di chi, in modo criminale, all’origine impone un costo per ogni immigrato. Vendita di beni con provenienza illegale, senza le opportune autorizzazioni e accattonaggio: proibiti con rieducazione obbligatoria e tutela come per ogni cittadino Italiano.
     
    CONCLUSIONI:  con i soli punti 1 e 2 si sarebbe già risolta la crisi perché ci vorrebbero molti operatori qualificati che si dovrebbero formare e ci si approprierebbe dello Stato e di un reddito deleterio della criminalità che non avrebbe più l’alibi (che attualmente nemmeno si può definire alibi) della mancanza di futuro o dal cattivo esempio dei politici. Quanti miliardi potrebbero essere spesi in attività legali anziché essere esatti come puntuali tasse dalla C.O.?
    Questo sarebbe il vero risorgimento dell’Italia in cui tutti vorrebbero vivere e ricercare strade nuove per il miglior benessere dell’uomo e per un progresso reale di tutti.
     
    E qui mi fermo, ma voglio richiamare all’ attenzione una persona che ha cambiato il mondo in pochi decenni portando nelle nostre abitazioni una possibilità di cultura e di informazione infinita e che senza sforzo da parte nostra ci ha fatti diventare tutti scolari perfetti capaci di fotografare e riprodurre, copiare, stampare. Per contro si è creato anche la parte negativa il rovescio della medaglia cioè l’abuso e l’uso scorretto di una realtà sognata e oggi chiamata realtà virtuale. Questa persona è Bill Gates che insieme a sua moglie Melinda oggi con una fondazione stanno cambiando di nuovo il mondo, con fondi propri, lottano contro la malattia e per contrastare le prevaricazioni.
    Ora io penso che Bill e Melinda usino la ragione e con la ragione hanno stabilito che invece di vivere come Nababbi sia più produttivo (parola molto usata da Bill) fare Beneficienza salvare le vite dal Lager di oggi. Ieri c’era Fenestrelle dove sono morti parecchi uomini del sud Briganti e cafoni anche assassini o militari. Ma la morte è morte e nei lager nazisti si è raggiunta la scientifica industrializzazione risolvendo brillantemente la logistica e ibernando la propria umanità proprio come si ipotizza abbia fatto, inconsciamente o patologicamente, chi nella cronaca recente ha ucciso i genitori o i propri familiari. La violenza è anche l’abbaiar di cani che, con battibecchi dialettici inconcludenti, vogliono far prevalere la propria fede in campo di battaglia televisivo. Misura della violenza è anche un solo uomo privato dei diritti costituzionali. Le lotte politiche devono lasciare spazio a uomini incorruttibili che non cerchino onori per se, ma, con modestia, (e a costo zero) perseguano la razionale, oggettiva, pacifica, valutazione di scenari concreti, sempre perfezionabili, dinamici, ma atti a eliminare per sempre la discriminazione specie quella occulta e ricercare il vero benessere per tutti. Misura dell’efficacia sarà non avere in Italia figli legittimi con diritti acquisiti e figli illegittimi dai diritti negati. L’obbiettivo deve essere quello di creare una Grande Famiglia Italiana di esempio per il pianeta e modello esportabile di genio italico.
    Per questo ci vogliono tanti BRIGANTI D’AMORE, disposti anche a morire pur di non usare la  violenza, per questo si chiamano anche BRIGANTI.
    Se vuoi aderire al movimento clicca mi piace su https://www.facebook.com/francesco.vicino.18 e lo faremo tutti insieme iniziando a lavorare su noi stessi ma scegliendo le soluzioni più efficaci. Ci vorrà la partecipazione di tutti, nessuno escluso.
     
    Francesco Vicino

domenica 6 aprile 2014

UNA SERIE DI DOMANDE


06/04/2014
Un coniglio di cioccolata della Z….. mi guarda dalla mia scrivania dove io sto scrivendo al computer. È un regalo di mia moglie per la Pasqua. Io goloso l’avrei già mangiato se non fosse che lei mi ha detto di serbarlo per il giorno di Pasqua. Ma la cioccolata fa bene o fa male?. È difficile rispondere a questa domanda e solo su questo si potrebbe discutere per una vita. Se però il medico deve rispondere a questa domanda, effettuando gli opportuni accertamenti diagnostici potrebbe avere una percentuale di successo abbastanza alta nel determinare la verità e prendere una oculata decisione. Alla domanda se fa bene o male la cioccolata rispondeva una multinazionale in senso negativo nel tempo precedente all’acquisto di quasi tutte le fabbriche di cioccolata in Italia. Dopo averle acquisite la cioccolata fa bene e la pubblicità consiglia il buon cioccolato italiano. E anche gli ambienti scientifici, gli stessi del passato, hanno cambiato idea sulla opportunità di consumare cioccolato.

Non chiedere all’oste come è il suo vino.

La bugia Collodi l’aveva smascherata con l’azione di allungamento del naso in tempo reale. Ora è bugia se è non rispondenza alla realtà del verbo con coscienza dell’inganno. Se esiste convinzione errata non è bugia ma errore. La bugia è crimine verso il prossimo e verso se stessi. L’errore in buona fede è presunzione di realtà difficilmente distinguibile ma moralmente accettabile.

Bugia ed errore sono le origini dell’inaffidabilità umana.

Il pianeta terra è sempre stato popolato da uomini che in concorrenza fra loro hanno, allo scopo di prevalere, sempre agito con la guerra che altri non è che un confronto senza regole dove la bugia e l’errore sono origine irrazionale che crea morte.

Oggi guardando il telegiornale possiamo vedere bene ciò che è l’allungamento del naso di oggi. Si muore per dire la propria verità (che non è detto che sia proprio verità assoluta). Coloro cui cresce di più  e meritatamente (veri bugiardi) sono i più pericolosi e hanno consciamente o inconsciamente il loro modello ideale nei campi di sterminio Hitleriani o negli assalti dalle trincee della seconda guerra mondiale o nelle guerre al tempo dei Romani.

Naturalmente la bugia non finisce mai. infatti esistono guerre giuste e ingiuste per la storia e per la cultura dei vari popoli. La guerra è sempre negativa e quando inizia è tardi per porvi rimedio. Esemplificando è come voler giustificare un uomo che uccide una donna a martellate o una donna che avvelena un uomo. Un tempo esisteva il delitto d’onore. Oggi al telegiornale vediamo donne islamiche costrette in schiavitù, donne costrette sui marciapiedi e altri fenomeni da dipendenza che portano all’autodistruzione per soddisfare la voracità di organizzazioni che con promesse alla Lucignolo soggiogano uomini fragili.

Ora, per finire con la guerra (guerra è ogni azione o pensiero che limiti i diritti di un proprio simile) e iniziare con la collaborazione in una nuova struttura sociale vedo un'unica possibilità: usare la ragione.

La domanda è: in guerra chi è sicuro di sopravvivere? Io dico nessuno e non ho timore di sbagliare.

Altra domanda: come si fa per convivere in pace? Identificare io stesso che mi voglio bene con l’altro, e, per paura della guerra o per il gusto della pace rispettarlo, almeno, se non è possibile amarlo.

Rispondendo a queste due domande il problema si risolve al netto della tendenza a dire bugie e/o essere poco informati e quindi cadere in errore. A porre gli argini insormontabili a questo piccolo difettuccio ci deve essere una struttura sociale semplice, inflessibile, garante per tutti, ma proprio tutti, del vero benessere.

Ho una serie di domande da fare a vari livelli:

  1. Al Papa chiederei: non pare essere la Fede una limitazione della ragione su argomenti incerti e a volte creati in modo acritico, per tradizione? E poi non può costituire la Fede un elemento di separazione fra religioni che si pongono in presunzione di unica verità e che generano guerre “giuste” perche generate da fedi cieche? Io sento onesta la ragione orientata al bene dal Dio infinito che non può essere contenuto per intero da nessuna dottrina.
  2. Alle istituzioni italiane chiederei se la Costituzione applicata davvero è valore massimo per l’Italia nella misura di perseguire il vero benessere di ogni e di tutti i cittadini? E la non applicazione ad un solo cittadino non è valore tale da mettere in discussione ogni e tutte le leggi dello Stato?
  3. A tutti gli uomini del pianeta, me compreso chiederei: volete vivere o morire? Il rispetto per gli altri se stessi  può essere una soluzione? Se la vostra risposta è si, sono d’accordo, ma se avete una soluzione migliore, per favore esponetela e dimostratela. Non vi consiglio di provare a combattere a sfavore di un vostro simile, sarebbe inevitabilmente pericoloso.
  4. A coloro che decidono avendone il potere il destino del pianeta io chiedo: non è ora di sostituire la massima prepara la guerra per avere la pace, con perseguiamo il vero benessere di tutti e dimentichiamo per sempre la guerra. Guardate, per ora, la sofferenza è l’unica padrona e un giorno prenderà anche voi e tutti moriremo.
  5. È razionale competere quando è possibile collaborare?
  6. Che cosa impedisce il disarmo? Forse la possibilità che un fratello possa essendo in errore, usare le armi nucleari? Già ma chi sopravviverebbe a una serie di esplosioni nucleari?
  7. Siamo folli se non inventiamo una polizia suprema fatta di tecnologia e uomini incorruttibili che oggi si chiamano volontari e rischiano la vita per portare sollievo ai loro simili prigionieri dei numerosi Lager che esistono sul pianeta.
  8. Avrei tante domande ed alcune soluzioni ma la tragedia maggiore di oggi è la non possibilità di parlare con nessuno per via che la politica e fatta dai partiti e come le religioni non ammettono discussioni al di là dei loro statuti e dei loro credi politici. Inoltre l’incomunicabilità e la lotta dialettica (fatta molto spesso di grida e di sterili accuse nei luoghi del passato) etichettano e distruggono la vera discussione che è fatta di cose semplici e dimostrabili, la famosa riduzione ai minimi termini, l’ascolto. Nei partiti si sperimenta ma con la limitazione di un vero e proprio handicap cioè l’interesse personale. Come possiamo aver fiducia di mercenari della politica? Non è meglio affidare la politica a volontari competenti e non interessati al denaro o agli onori, ma solo al perseguimento del vero benessere di ogni singolo cittadino, incluso anche il proprio?
  9. Ultima domanda a chi come me è padre: vogliamo vedere i nostri figli e figlie di morire di anoressia, di droga, di dipendenze sempre nuove e sempre più sofisticate e ineludibili. Vogliamo vedere morire tanti innocenti tante donne tanti imprenditori tanti lavoratori?
  10. Chi è felice?

domenica 10 novembre 2013

IL TELEGIORNALE SPECCHIO DEI TEMPI


domenica 10 novembre 2013

Mi ritrovo ancora di fronte al Telegiornale e mi sembra di rivivere la figura paterna che leggeva il quotidiano La Stampa e in particolare specchio dei tempi. Il telegiornale è lo specchio dei nostri tempi.  Ciò che si ricava dal telegiornale è una situazione in cui il riassunto è perfettamente aderente alle parole del cappellano militare della brigata Sassari in occasione dei funerali dei carabinieri morti a Nassiria: si nasce da una madre e una mamma deve rispondere all’appello dei caduti. Questo semplice concetto è la vera filosofia che dovrebbe guidare le azioni “sociali”. Questo concetto aderisce ai numerosi appelli che ogni giorno senza appello e commemorazione e nell’indifferenza più immorale riguarda la voce della razionalità. Ogni volta che un uomo muore non di morte naturale una mamma viva o morta risponde all’appello. La morte non è solo somatica ma anche spirituale o meglio morte della razionalità. Ognuno facendo un esempio informatico è un computer con un suo programma che esegue pedestremente senza scaricare gli aggiornamenti che verrebbero generati semplicemente con la conoscenza di passate esperienze umane. Oggi fanno notizia le prostitute studentesse minorenni limitatamente a quelle che vengono “prelevate” dai nuclei familiari italiani e in particolare pariolini (anche le brigate rosse o nere erano legate ad alcuni quartieri). Di quelle altre povere figlie minorenni che vediamo su ogni marciapiede d’Italia e che alcuni immaturi ignoranti comperano per lenire la loro insoddisfazione o il loro capriccio non si parla. E il dato anagrafico non lo vedo come discriminante rispetto ad un’attività davvero svilente al di là dell’aura di Pritty women graziosa ragazza che realizza un sogno di amore trasformando la cenerentola del sesso in un amore e una rivalsa sociale. Come i combattenti irretiti da sogni di gloria partivano per il fronte dove morivano magari con la ultima consolazione della prostituta descritta magistralmente da Enzo Biagi in uno dei suoi libri una prostituta che avrebbe potuto rispondere all’appello come mamma. Come Don Gnocchi che aveva subito la ritirata di Russia come prete alpino e aveva visto l’uomo nudo in realtà l’inferno di ghiaccio e lo stremo di uomini abbandonati e destinati al macello. Come oggi coloro che cadono nel peccato sprecando la propria vita indotti da una dottrina sociale riassumibile nelle parole trasgressione e sballo. Questi sono attraverso la cancellazione dell’io razionale i tragici sogni di gloria precedenti ad una tardiva impossibile ritirata dall’infinitamente lontana Russia, sono le nuove vittime per il macello. Sospeso nelle nuvole come nella nebbia avvolgente la mente razionale ha difficoltà a dare la vista a coloro che accecati da un sogno innaturale valutano il materiale effimero e l’apparire come primario barattando con trenta denari il bene prezioso della vita. Quante madri rispondono all’appello? Una mamma vittima anch’essa di questo virus accettava i soldi dalla figlia supponendo provenire dallo spaccio … rimproverandola. Peccato meno grave forse della prostituzione? Ma quale peccato? La parola peccato non la amo perché fa capo alla religione cristiana non di papa Francesco per intenderci (“chi sono io per giudicare?”). La religione dove si crede ad un pacchetto (si chiama così anche il programma di un computer) che cancella la razionalità proprio come il credo sociale del falso benessere dell’edonismo porta attraverso mode devastanti all’isolamento delle generazioni filiali che crescono così senza guida realizzando il programma di qualcuno che muove i fili sapientemente e che aspetta le vittime al bivio del vizio che molti imboccano senza più tornare.

Ora io mi chiedo perché morire di droga, di sigarette, di gioco compulsivo, di computer, di bulimia, di anoressia, prostituirsi vendendo un bene inestimabile, alla ricerca del Dio denaro? Perché i cittadini non hanno più spazio vitale minimo? Perché il privilegio e la figlia corruzione non vengono soppressi? Perché i kamikaze si fanno saltare in aria portando con se poveri innocenti? Perché si muore di fame? Perché alcuni uomini tagliano gli arti ad altri uomini? Perché si devono rieditare i campi di sterminio nazisti? Perché non si blocca il commercio abusivo di merci e di immigrati costretti a pagare i viaggi della morte? Perché usiamo i mezzi militari per salvare gli immigrati e  non usiamo tutti i mezzi per salvare gli italiani vittime di devianze? Perché la politica come la religione non si fa senza compenso come i frati francescani?

Perché la politica e la religione sono ambiti in cui è previsto il credo cioè si parte da principi o meglio postulati indiscutibili?

Io credo che tutto questo succede solo in assenza di razionalità e dell’unico postulato dimostrabile e veramente necessario per vivere o per non morire cioè IO = TU o tradotto: ama il prossimo tuo come te stesso o almeno rispettalo. Basterebbe sapere come si nasce dalla propria mamma in amore prima di unione di sentimenti e di sesso benedetto, poi di amore intrauterino, poi di cure infinite e amore viscerale …

Poi molte mamme sono costrette a rispondere all’appello …

Io vorrei che tutto questo cambiasse e che si ritrovasse la razionalità e l’amore di mamma.

Vorrei che l’obbiettivo della società fosse il vero benessere di ogni Uomo e Donna in Serenità Infinita.

Amen, così sia.