giovedì 24 maggio 2012

Cani e gattini.


05/03/2010

Un cane grande ma buono e un gattino di pochi mesi erano amici.

Lui lo leccava intenerito perché era il più piccolo di quattro gattini suoi fratelli.

Mamma gatta era morta schiacciata accidentalmente dal cancello elettrico della casa che li ospitava.

Lo leccava con amore ed era solo geloso della sua ciotola del pasto quotidiano.

Un giorno il cane pensando di giocare prese il gatto in bocca e nonostante le invocazioni della padrona, lo uccise.

Venne il marito che battè il cane cercando di fargli capire che non doveva “giocare” così con gli altri 3 gatti superstiti.

Mi piace pensare che il cane non è cattivo, facendo il suo gioco non capisce che fa morire il gattino indifeso.

I terroristi sono come il mio cane, non capiscono che il gattino muore insieme a loro ma lui vuole vivere.

Se Gesù venisse ma anche Maometto penso che ordinerebbe loro di giocare da soli o al massimo con quelli che anch’essi uccidono senza capire quello che fanno.

Per questo ho perdonato il mio cane (ma non mi sento nemmeno in grado di giudicarlo), così come Gesù ha indicato a noi tutti di perdonare coloro che non sanno ciò che fanno.

Questo è quanto mi viene da dire dal mio ruolo di uomo comune e fortemente ignorante e penso che altro non vada detto.

Alcuni capiranno, altri no, ma se faranno in tempo, capiranno più tardi.

Speriamo che non sia proprio troppo tardi e che nel frattempo non muoiano altri poveri gattini.



Dimenticavo di dire che questa è una storia vera e che sarebbe meglio che il genere umano pensasse unito a studiare come evitare, prevenire le morti accidentali di “mama gatta” e di tanti infelici che vorrebbero vivere e invece sono costretti a morire di fame o di malattia o di incidenti vari.

E quel fucile o quelle armi frutto del lavoro di tanti uomini che hanno avuto il coraggio di vivere e di lavorare non dovrebbero essere costruite. Vi rendete conto signori terroristi che voi usate una telecamera, internet, un’automobile ma non dovreste usarle perché la vostra “strada” sarebbe adatta all’uomo delle caverne. L’uomo se avesse comunione di intenti nel rispetto di quell’unico Dio che differisce solo nel nome che ogni civiltà gli ha nei millenni attribuito, potrebbe risolvere tutti i suoi problemi e conti alla mano potrebbe vivere avendo ognuno anche il superfluo.

Io credo che tutti siamo uomini…e non Caporali nell’accezione di Totò.

Ciò che “scriviamo”, poi leggeremo.



Un uomo della strada.



P. S.: Quegl’altri gattini sono poi scomparsi credo a causa di un falco che vedo volteggiare spesso sulle aree adiacenti a quella occupata da casa mia e su casa mia.

Preciso che il riferimento a fatti o altre qualsiasi entità è puramente casuale ma fortemente aderente a ciò che accade.

La domanda è: esiste un modo per cambiare il percorso dell’Umanità e fare in modo che la situazione non debba eternamente riflettersi in questo semplice racconto nel modo di uno specchio con infinite facce che riflettono questa solita situazione con infinite varianti ma sempre con l’oggetto ignorante (detto alla Toscana) della prevaricazione.

In questa partita a scacchi fra l’uomo di buona volontà e l’ignoranza infinita esistono sicuramente le mosse giuste per dare scacco matto a quest’ultima a favore di un concetto di controllo e autocontrollo che permettano finalmente una condivisione pacifica delle risorse che il nostro paradiso terrestre ci elargisce e che sarebbero ampiamente sufficienti per la vita e il benessere di tutto il genere umano.

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