domenica 13 ottobre 2013

LA MORTE E' MORTE

domenica 13 ottobre 2013
I migranti muoiono di naufragio a centinaia. Per morire pagano il viaggio agli stessi mercanti di morte che sono fornitori di incoscienti consumatori di sostanze stupefacenti e che mettono in strada povere donne costrette a servire individui accecati dalla libidine. Gli stessi che obbligano gli esercizi commerciali a pagare “protezione”. I preti sentono la chiamata di Dio, il Papa Francesco trova le parole su cui si basa la convivenza del genere umano. I frati pregano, i preti dicono messa, Pribcke morto da qualche giorno non trova accoglienza nemmeno da coloro che non seguono il comandamento “non giudicare” da loro stessi proposto.  Io di fronte agli eccidi della storia mi pongo fuori dal tempo e mi chiedo se sia la morte di un soldato “creato” per uccidere, da parte di altri soldati sia diversa da altre morti di civili sotto un bombardamento o per gelidi calcoli di rappresaglia. Io credo che la violenza sia sempre da evitare e che se l’uomo non riesce a organizzarsi con razionalità e regole certe quella mamma che ha partorito e subito dopo è morta annegata abbracciando il suo bimbo non sarà che un altro amaro frutto dell’indifferenza e della mancanza di provvedimenti atti a sgominare il reato immondo dei mercanti di morte. C’è differenza fra i carri bestiame di Hitler e le barche dei migranti? A quanti dovremmo interdire i funerali? Anche ai mafiosi? Anche ai politici responsabili delle devastazioni provocate da assenza di regole certe? Anche a tutti noi che, prigionieri di un sistema, non ci poniamo come obbiettivo di cambiare la situazione? E poi quando muore un bimbo perché ucciso dai genitori, quando un imprenditore si suicida, quando una ragazza muore per una pastiglia in discoteca, quando anche la Corte Costituzionale si può ipotizzare che, con sentenze motivate ma interessate, non permette di togliere il privilegio di pensioni da 90.000,00€ mensili, quando la Costituzione non ha insegnato che se i cittadini non possono vivere è automatico che come in una famiglia si eliminino gli sprechi. In una famiglia non si può tollerare che alcuni non hanno nulla e alcuni sguazzano nel benessere sempre immeritato. Tutti queste situazioni hanno un responsabile …
Esiste un filo che lega indissolubilmente gli esseri umani che, come tutti gli esseri viventi, nascono per infinite cure che iniziano già prima del parto di una mamma. Questo filo chi lo chiama amore, chi istinto, chi per ignoranza non attribuisce alcun valore. In seguito alcuni diventando “adulti” scelgono il bivio che da una parte sviluppa violenza e dall’altra bene e pace. Ma il bivio è molto trafficato perche in ogni istante lo si può percorrere in tutti e due i sensi e riprenderlo in qualsiasi direzione. Il cervello è quello che anima il singolo uomo e gli schemi di vita sul pianeta terra sono infiniti. Gli schemi sociali sono composti principalmente di ideologie e fedi che partono da postulati non dimostrabili e che assumono veste di verità. Le parole sono sempre relative e l’assoluto e la verità è solo avvicinabile.  Un uomo esperto è sempre frutto dell’esperienza ed esperienza è anche la storia. Bene, io penso dopo aver riflettuto per tutta la mia vita e guardando la storia per quanto possibile, che l’unico postulato possibile, facilmente dimostrabile sia solo:”se proprio non puoi amare il tuo prossimo almeno rispettalo”. Nella società io vedo solo l’analisi dei frutti unica cartina al tornasole capace di valutare la diffusione e la sufficiente applicazione del postulato. In altre parole solo il vero benessere del singolo è la verifica sociale. Vorrei precisare anche se ovvio che il benessere non è soddisfare la voglia di sesso con una prostituta perché è ignorante dare così poco valore ad un aspetto cosi fondamentale e bello della vita, non è fumare perché fumare oltre alla roulette russa (tumore) è rovinare una fondamentale bellezza del creato che è l’aria pura che non è infinita, non è lavorare per una ditta simile alla Eternit, non è lo sballo che porta alla morte o al coma etilico o all’incidente di auto o alla fusione insensata del cervello, non è dilapidare quanto si possiede con il gioco che ci ipnotizza come un serpente che ci stritola. Il vero benessere è conoscere in piena libertà, non avere preconcetti, essere razionali sfruttando l’esperienza delle generazioni precedenti. Il vero benessere è ricerca della verità e di invenzioni utili ad eliminare la schiavitù delle armi e il progresso senza effetti collaterali negativi. Con questa impostazione si eviterebbero perdite di tempo in “sperimentazioni” utili solo a chi pensa in piena ignoranza di prevalere e di vivere sfruttando le debolezze dei propri fratelli. Ma il filo che ci lega è tagliente …
Cosa posso dire per concludere? Ho visto Lucignolo trasmissione di Italia 1 e in particolare i piccoli delinquenti di Milano,  le ragazze che si tagliano per moda insulsa sintomo di disturbi psichici, una serata di una figlia che a dire della mamma beveva solo un bicchiere (immagini ormai consuete come il sorriso di quella ragazza che si sente alla moda e quindi autocelebrativo, il sorriso, come l’entusiasmo dei soldati che partivano in guerra cosa buona e giusta e fonte di gloria), una moda innocua ma significativa di dire frasi senza senso, un rapper Moreno.  Mi chiedo quanti ragazzi saranno malati in futuro al fegato, quanti ci lasceranno e quanti costi per la collettività? Chi non impedisce questi fenomeni negativi meriterà un funerale?
E infine una domanda di un giovane ingegnere marocchino la cui storia ha raccontato su Rai3 Massimo Gramellini della Stampa: potrò avere un lavoro in Italia che si può estendere come domanda anche al 40% dei giovani italiani. Chi non risponde con atti politici a questa richiesta demotiva questi giovani che saranno sempre più in balia del sistema Lucignolo. Questi politici meriteranno un funerale?
La morte è morte e si muore anche pur essendo in vita senza rendersene conto. Tanti sono i morti viventi, e tanti quelli che non hanno più un minimo spazio per vivere.
In Italia la legge non esiste di fatto e la giustizia retributiva non è amore per il prossimo. Solo il recupero di chi delinque è ammissibile e sostenibile se si offrono anche spazi minimi di vita a tutti gli italiani.
La morte infine pareggia i conti ed è per tutti prima o poi e molti dovranno rispondere della propria ignavia a Dio se esiste o saranno maledetti da coloro che seguiranno cui consegniamo un pianeta infelice.
Io credo che ogni uomo debba aspirare ad un mondo felice con giustizia ed equità per tutti.

Francesco Vicino