martedì 22 maggio 2012

Formula società senza morte indesiderata.


Immenso Infinito,

Perché non mi fornisci una formula per comunicare a tutti gli uomini e le donne del pianeta Terra la via che porta al benessere di ognuno in armonia con la natura e con la coscienza di ricercare il meglio per noi stessi e per gli altri noi stessi. Questa formula dovrebbe contenere in poche frasi tutta la positiva catarsi che le favole, la letteratura, la storia, i Comandamenti, le tradizioni, le scritture di ogni religione, la struttura della vita stessa e della natura, la morte e la vita, ci trasmettono e che mediati dalle percezioni sensoriali, creano il nostro stato d’animo. Io penso, dopo aver riflettuto per anni confrontandomi con la vita e le storie esistenziali  con cui sono venuto in vari modi in contatto, che il “bene” e la “buona volontà” sono gli unici strumenti di cui disponiamo per ottenere le migliori condizioni di vita per noi stessi e per gli altri noi stessi. Ogni termine lessicale non è mai assoluto e per questo il mio bene a discapito di altri è diverso dal bene per noi tutti. Il caos non è un bene ma la perfezione non esiste. Tutto è relativo. Nel rapporto fra uomo e donna vi sono alcuni ingredienti che suggeriscono l’armonia del bene ma la ricerca deve essere continua e porta allo stato di amore che è bello ma anche pericoloso se squilibrato o immaturo. L’inizio del male può essere il ponderato, cosciente, voler prevalere in malafede. E questo è il male che può raggiungere lo sterminio o lo sfruttamento di cui oggi vi sono numeri enormi nel mondo. Oggi 2012 l’umanità ha fissato vari postulati ereditandoli dal passato e continua per convenzione a seguire schemi che portano a deleterie conseguenze.

La mia formula si basa su un unico postulato:

1)      Ama il prossimo (un altro te stesso) come te stesso. Se proprio non puoi amare il tuo prossimo, almeno rispettalo (una guerra è un grosso fastidio e porta indesiderabile morte).

L’uomo dovendo per definizione condividere il pianeta con alti suoi simili ha creato la società con le sue leggi scritte che però sono superate spesso dalla forza che “vive per violenza e more per libertà”. Le leggi non sono male ma vediamo che la forza prevaricatrice di insiemi occulti, di corruttela e altri fenomeni nascosti ma ben identificabili percorrono sentieri molto frequentati dove ottengono privilegi a discapito dei propri simili.

La nuova formula deve porre al centro della costruzione sociale il benessere dell’individuo e le leggi devono essere univoche e inflessibili, assolutamente non interpretabili ma assolute con effetti garantiti e con struttura di applicazione su misura per l’individuo singolo.

Inutile dire che prima del Dio denaro vengono in modo assoluto il vero benessere dell’individuo e la sua felicità.

La vera cultura deve insegnare al singolo che fare male ad un proprio simile è far morire se stessi anche psicologicamente ma davvero fisicamente.

06/01/2012

Nessun commento:

Posta un commento