lunedì 25 aprile 2016

Comunità cum munis compito, funzione, talento, comunicazione in Verità.


 
Amore è necessario per qualsiasi attività umana non distruttiva. In natura nel mondo animale amore e morte convivono e così è per il genere umano. La Storia, insieme di esperienze scritte dai vincitori e lette da altri uomini che finora hanno sempre pensato di prevaricare il proprio simile in una ripetizione folle del potere e della morte senza alcun confine. Eppure il concetto è semplice e alla portata di tutti: o amore o morte. Purtroppo la morte sta prevalendo sempre di più e alcuni pensano che seguendo la strada del bene il male venga confinato fuor di loro. Ma l’uomo è intriso di quanta cattiveria lo ha interessato nella sua vita insinuandosi nel profondo della psiche e rappresentando una bomba innescata e un campo minato grande quanto il pianeta terra. Partecipiamo tutti ad una estrazione a sorte in cui si possono incontrare persone che diffondono il bene o il male. Le regole di questa lotteria sono quelle della competizione che ci viene imposta nei modi più subdoli e tramite la pubblicità come per ripetizione ipnotica siamo condizionati, inconsapevoli. La vita si trasforma in una corsa con il traguardo del nulla: alcuni sono ricchi e altri poveri ma muoiono per la stessa causa o motivo cioè per la patologica risonanza dell’io narcisista e quindi onnipotente che come per la dose di droga vuole sempre di più. E citando Sergio Leone: “quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile è un uomo morto”. Ma muore anche l’uomo giusto in quanto la ragione soccombe di fronte alla forza. La vita cede il posto alla morte a nostra insaputa. Detto questo il rimedio esiste già gratuitamente ed è la Costituzione Italiana che è giusta e scritta da Padri e Madri in modo perfetto. Purtroppo le leggi sottostanti creano l’ingiustizia in quanto ignorano (volutamente?) i loro effetti reali sull’uomo “giustiziato”. Palesemente vi sono entità quali, principalmente, la verità processuale e la prescrizione insieme al sistema dei Giudici insufficienti come organico e mezzi che creano un sistema con ingranaggio frenato e quindi inefficace. Mi viene da scrivere che il sistema è studiato a tavolino per essere una gara ad ostacoli (gli ostacoli sono la complessità delle norme e la loro sovrapposizione e comunque la loro interpretazione confrontata con sentenze del passato) per cui la giustizia diventa una competizione fra avvocati costosissima e per questo esclusiva dei soli ricchi. Il carcere è un'altra istituzione che viene alimentata dal sistema giudiziario con formula retributiva che aggrava il disagio e la recidiva e non rieduca. La Polizia arresta, il sistema della giustizia rilascia in libertà il delinquente e questi continua ad occupare il territorio che diventa, di fatto, non più fruibile dal cittadino onesto. In innumerevoli luoghi non esiste più lo stato; la proprietà e l’arbitrio sono delegati agli offrenti vizio (droga, prostituzione ecc.) Con questo si istituzionalizza il malaffare, in primis quello dei politici corrotti per cui si parla di telefonata inopportuna e non di favoritismi familistici. (Che non sono un reato! Chi ruba una mela e chi ruba milioni di euro …)

E tutto questo favorire interessi dei poteri forti crea povertà e sfalda la Nazione e crea situazioni di furti autorizzati, di ambiente vilipeso e inquinato. La follia si alimenta di morti.

Ma facciamoci la domanda del giallista sulla scena del crimine: a chi giova? In realtà a nessuno. Sarebbe come chiedere a chi giova la guerra? Ai produttori di armi? Ma se si mettesse mano all’atomica (la guerra è soggetta al fenomeno della risonanza) coloro che si arricchiscono dove dovrebbero andare per godersi i proventi della vendita? Su Marte? Ma la nostra vita non è già una guerra?

Ora io mi chiedo e me lo chiedo da una posizione “privilegiata” dall’Italia dove si muore per inquinamento, per fame, per follia omicida da accumulo di rabbia che esplode, per tifo calcistico, per droga, per alcool, per moda, per bullismo, per effetti collaterali dei farmaci, per bulimia e anoressia, ecc. ecc. dove esiste la schiavitù dei braccianti e i caporali, e i diritti del lavoro non esistono più e ci si può rovinare con il gioco, dove le donne per il rispetto che ne abbiamo sono sfruttate sul marciapiede, dove il lavoro non esiste più e quello legale viene affossato dal lavoro nero (non perseguito per nulla), dove la classe politica al potere non ha proposte  ecc. ecc. Mi chiedo vogliamo continuare così? La domanda è populista e qualunquista. (Termini abusati che servono a circoscrivere le domande e gli argomenti che si avvicinano troppo alla realtà oggettiva cui si deve anteporre la realtà mediata detta anche condizionamento).

Io rispondo negativamente alla domanda e mi viene in mente il confronto Salvini, Fiano, Sallusti alla Gabbia dove Fiano e Sallusti danno ragione a Salvini a proposito degli immigrati che finalmente:”non si possono accogliere tutti …” Io, da ignorante, avevo subito capito che eravamo conniventi con gli sfruttatori scafisti e quindi avrei mandato un traghetto in servizio a viaggio pieno in Libia dove si potevano accogliere i soli rifugiati evitando di ospitare in hotel una massa enorme come accaduto. I barconi di morte no! Naturalmente il cittadino è “rappresentato” ma non ha voce in capitolo.

Ora voglio dire che cosa penso della vita attuale sopra descritta sommariamente ma spero con efficacia.

La corsa senza meta non mi interessa perché ho già troppo subito il sistema di ingiustizia come artigiano e come cittadino. Mi ritrovo il paese dove vivo inquinato e al centro di inchieste giudiziarie, non sto più lavorando (a Firenze dove sono riemigrato dal punto di vista lavorativo con i figli) da ott. 2014 in quanto non sono amico ne parente di alcun esponente politico locale o nazionale. Dopo 43 anni di lavoro non posso andare in pensione se non fra alcuni anni grazie alla Fornero. Come Lucano di Corleto Perticara sono desolato per lo stato di abbandono della rete viaria. In particolare la strada Saurina sbandierata come spot elettorale alle elezioni comunali come cantierabile subito da oltre 40 anni. L’educazione dei giovani è malata e inefficace e non si riescono a bandire dalle loro menti elementi quale lo sballo e le deleterie mode e soprattutto si alimenta il peggiore dei mali: il narcisismo. Con l’avallo dei genitori.

Quale è il rimedio a tutto questo? Preciso che non credo ne ai partiti ne alle ideologie che tutti e due sono morti. Io credo solo al postulato dell’amore. Non abbraccio alcuna religione ne rivelata ne altra forma di fede per sua natura non dimostrabile. Credo nell’Uomo dalle possibilità Infinite (basta leggere la storia per dimostrare ciò) e intuisco un Dio che è una Entità non possedibile da nessuno in qualsiasi modo. 

1)      Fissare con la formula: IO=IOTU il principio della vita cioè l’amore. Precisare che se non si rispetta quella formula l’alternativa è solo la morte. Naturalmente è già scritto tutto in Costituzione che va applicata e non ignorata o peggio modificata (speriamo che i referendum riportino alla versione originale).

2)      Ogni uomo deve essere educato al bene, in ambiente sereno e secondo i principi dell’amore e deve raggiungere uno stato di pace interiore che escluda per sempre la competizione a favore della collaborazione. Questo deve corrispondere a uno stato psicofisico il meglio che sia possibile che si avvicini al termine felicità.

3)      Se capita nonostante tutto di dover chiedere il perdono del prossimo vi sarà un opera di rieducazione psicofisica che permetta quando realizzata di rientrare in comunità.

4)      Lo sport deve valorizzare il lavoro di gruppo o del singolo e misurare il risultato solo per incentivare l’emulazione ma mai per competizione. La filosofia deve essere io faccio meglio questo tu fai meglio quello ma nessuno è migliore.

5)      Il lavoro inteso come servizio deve essere svolto da tutti con pari stipendio o crediti ma con elevato standard qualitativo e quantitativo a rotazione dei vari compiti.

6)      Al governo ci saranno sole poche persone a costo zero e con il solo sostentamento. Naturalmente saranno orgogliosi e degni di portare avanti gli obbiettivi pensati e perfezionati da tutti con le tecnologie a disposizione. Potranno essere sorvegliate come tutti i cittadini e non avendo nulla da dover nascondere non avranno bisogno di tutelare la loro privacy. Per la elezione la rete e tramite il comune per chi non possiede un computer cosa rarissima nel futuro.

7)      Libertà e non libertinaggine. Infatti si può avere un tipo di libertà che abbia per conseguenza (come per la droga) il delinquere e l’abbrutimento e la autodistruzione tramite un percorso patologico a carico dei contribuenti onesti? È questo amore o morte? E lo stesso vale per ogni dipendenza dal fumo di sigaretta cancerogena, al gioco compulsivo, ad ogni tipo di dipendenza. Quindi la libertà va ridotta nella parte oscura che genera morte. Libertà vera è quella che crea il vero benessere per tutti.

8)      Giustizia e non verità processuale o prescrizione. Sentenze in giornata in tempo reale e senza paura per l’errore giudiziario in quanto la rieducazione non può fare che bene. Giudizio sommario? No, Perdono e sola rieducazione in libertà proporzionata al profilo del giudicando.

Non mi viene in mente altro e penso che altro non sia necessario.

Ma come trasformare l’Italia di oggi quella del crimine efferato e della giustizia rappresentativa (come una liturgia e una serie di film dal copione sempre uguale) e diluita nel tempo e per questo essa stessa diseducativa? Con quattro soli provvedimenti risolutivi.

1)      Ridefinizione della Libertà con proibizione dei comportamenti non idonei a vivere e migliorare la Comunità. (In primis droga, alcool non misurato, gioco con denaro, prostituzione, ecc. ecc.)

2)      Eliminare il carcere e sostituirlo con il Perdono della rieducazione e con obbiettivo obbligatorio del recupero. (Vedi Svezia) La pena non esiste più e la rieducazione dura fino ad obbiettivo raggiunto. E’ ammesso ogni sistema tecnologico per il controllo del rieducando anche per verificarne il comportamento prima, durante e dopo. Naturalmente sarebbe autorizzato il controllo e l’autocontrollo da parte dei cittadini consapevoli (onesti). Come succede in ogni famiglia che si rende conto della deriva del figlio. Il recupero deve avvenire senza ledere alcun diritto e in modo che la vita sia felice ma produttiva. Naturalmente il lavoro deve essere per tutti come in Costituzione.

3)      Visita annuale multidisciplinare per stabilire lo stato di salute e le eventuali dipendenze che vanno risolte come da punto due. I cibi e l’inquinamento vanno monitorati in continuo e la dieta studiata su misura.

4)      Educazione e scuola vanno semplicemente orientati al principio dell’Amore e la didattica deve essere reinventata per favorire i talenti innati e giungere a risultati eccellenti ma mai presupporre che vi sia un migliore e un peggiore ma temporaneamente meglio realizzato. Affrontare la dinamica del narcisismo patologico come elemento basilare per la conoscenza di se stessi. (L’importanza della conoscenza di se è nota e ne parlava già un certo Socrate o un certo Gesù fra gli altri).

5)      Tassazione al 15% con eliminazione della economia sommersa. Lavoro e pensione per tutti.

 

Si vedrebbe l’Italia rifiorire come nel sogno di chi ha scritto la Costituzione con il suo sangue.

Questo è quello che penso e se l’uomo non sceglierà il bivio verso l’Amore lavorando su se stesso e sul suo prossimo allora morirà già in vita e come dice Mauro Scardovelli diventerà una fotocopia. La vita è poter essere consapevoli di se e vivere degnamente in Comunità.

Tutto questo è stato già detto e scritto in svariati modi ad esempio da Marco Guzzi (Dare Pace) o Diego Fusaro e altri, ma occorre fare molta attenzione agli schemi che limitano la comunicazione causando perdite di tempo e manipolazione. Ad esempio affrontare il discorso su chi è nato prima se l’uovo o la gallina. Se è meglio la democrazia o la monarchia. Comunque fai sbagli. L’amore, la conoscenza del se all’ombra di una Costituzione applicata. Ragionamenti razionali: “quando manca la ragione suppliscono le grida, la qualcosa non capita nelle cose certe” Leonardo da Vinci.

 

A Corleto Perticara (come in tutti i paesi italiani) il monitoraggio imparziale ambientale e sui cibi dovrebbe essere fatto in tempo reale e portato a conoscenza dei cittadini per evitare il diffondersi di patologie inguaribili. Questa è una priorità assoluta e soprattutto l’assenza o la falsificazione dei dati è il peggior crimine che esista e definisce la corruzione mentale e l’oscuramento della realtà proprie di una logica di profitto senza futuro. Quando poi l’eroismo di un servitore dello Stato (tenente Di Bello) viene disconosciuto e vessato (Le Iene) per nascondere interessi industriali inquinanti e collusioni allora viene spontaneo pensare a un’immagine: Un capo di un campo di concentramento, un medico, rispondeva alla domanda di suo padre su quale tipo di medicina esercitasse. La risposta fù: Io faccio il mestiere di Dio. Scelgo chi deve vivere e chi deve morire. Quanti uomini pensano di potersi sostituire a Dio? Anche il Papa? Anche gli scafisti? Anche noi tutti?

E tu, papà, che mestiere fai? Sei tu papà che hai inquinato il paese? E io perché sono destinato a morire?

Chi è senza peccato scagli la prima pietra. 

IO=IOTU