domenica 10 novembre 2013
Mi ritrovo ancora di fronte al Telegiornale e mi sembra di
rivivere la figura paterna che leggeva il quotidiano La Stampa e in particolare
specchio dei tempi. Il telegiornale è lo specchio dei nostri tempi. Ciò che si ricava dal telegiornale è una
situazione in cui il riassunto è perfettamente aderente alle parole del
cappellano militare della brigata Sassari in occasione dei funerali dei
carabinieri morti a Nassiria: si nasce da una madre e una mamma deve rispondere
all’appello dei caduti. Questo semplice concetto è la vera filosofia che
dovrebbe guidare le azioni “sociali”. Questo concetto aderisce ai numerosi
appelli che ogni giorno senza appello e commemorazione e nell’indifferenza più
immorale riguarda la voce della razionalità. Ogni volta che un uomo muore non
di morte naturale una mamma viva o morta risponde all’appello. La morte non è
solo somatica ma anche spirituale o meglio morte della razionalità. Ognuno facendo
un esempio informatico è un computer con un suo programma che esegue
pedestremente senza scaricare gli aggiornamenti che verrebbero generati semplicemente
con la conoscenza di passate esperienze umane. Oggi fanno notizia le prostitute
studentesse minorenni limitatamente a quelle che vengono “prelevate” dai nuclei
familiari italiani e in particolare pariolini (anche le brigate rosse o nere
erano legate ad alcuni quartieri). Di quelle altre povere figlie minorenni che
vediamo su ogni marciapiede d’Italia e che alcuni immaturi ignoranti comperano
per lenire la loro insoddisfazione o il loro capriccio non si parla. E il dato
anagrafico non lo vedo come discriminante rispetto ad un’attività davvero
svilente al di là dell’aura di Pritty women graziosa ragazza che realizza un
sogno di amore trasformando la cenerentola del sesso in un amore e una rivalsa
sociale. Come i combattenti irretiti da sogni di gloria partivano per il fronte
dove morivano magari con la ultima consolazione della prostituta descritta
magistralmente da Enzo Biagi in uno dei suoi libri una prostituta che avrebbe
potuto rispondere all’appello come mamma. Come Don Gnocchi che aveva subito la
ritirata di Russia come prete alpino e aveva visto l’uomo nudo in realtà l’inferno
di ghiaccio e lo stremo di uomini abbandonati e destinati al macello. Come oggi
coloro che cadono nel peccato sprecando la propria vita indotti da una dottrina
sociale riassumibile nelle parole trasgressione e sballo. Questi sono
attraverso la cancellazione dell’io razionale i tragici sogni di gloria
precedenti ad una tardiva impossibile ritirata dall’infinitamente lontana
Russia, sono le nuove vittime per il macello. Sospeso nelle nuvole come nella
nebbia avvolgente la mente razionale ha difficoltà a dare la vista a coloro che
accecati da un sogno innaturale valutano il materiale effimero e l’apparire
come primario barattando con trenta denari il bene prezioso della vita. Quante
madri rispondono all’appello? Una mamma vittima anch’essa di questo virus
accettava i soldi dalla figlia supponendo provenire dallo spaccio …
rimproverandola. Peccato meno grave forse della prostituzione? Ma quale peccato?
La parola peccato non la amo perché fa capo alla religione cristiana non di
papa Francesco per intenderci (“chi sono io per giudicare?”). La religione dove
si crede ad un pacchetto (si chiama così anche il programma di un computer) che
cancella la razionalità proprio come il credo sociale del falso benessere dell’edonismo
porta attraverso mode devastanti all’isolamento delle generazioni filiali che
crescono così senza guida realizzando il programma di qualcuno che muove i fili
sapientemente e che aspetta le vittime al bivio del vizio che molti imboccano
senza più tornare.
Ora io mi chiedo perché morire di droga, di sigarette, di
gioco compulsivo, di computer, di bulimia, di anoressia, prostituirsi vendendo
un bene inestimabile, alla ricerca del Dio denaro? Perché i cittadini non hanno
più spazio vitale minimo? Perché il privilegio e la figlia corruzione non
vengono soppressi? Perché i kamikaze si fanno saltare in aria portando con se
poveri innocenti? Perché si muore di fame? Perché alcuni uomini tagliano gli
arti ad altri uomini? Perché si devono rieditare i campi di sterminio nazisti? Perché
non si blocca il commercio abusivo di merci e di immigrati costretti a pagare i
viaggi della morte? Perché usiamo i mezzi militari per salvare gli immigrati
e non usiamo tutti i mezzi per salvare
gli italiani vittime di devianze? Perché la politica come la religione non si fa
senza compenso come i frati francescani?
Perché la politica e la religione sono ambiti in cui è
previsto il credo cioè si parte da principi o meglio postulati indiscutibili?
Io credo che tutto questo succede solo in assenza di
razionalità e dell’unico postulato dimostrabile e veramente necessario per vivere
o per non morire cioè IO = TU o tradotto: ama il prossimo tuo come te stesso o
almeno rispettalo. Basterebbe sapere come si nasce dalla propria mamma in amore
prima di unione di sentimenti e di sesso benedetto, poi di amore intrauterino,
poi di cure infinite e amore viscerale …
Poi molte mamme sono costrette a rispondere all’appello …
Io vorrei che tutto questo cambiasse e che si ritrovasse la
razionalità e l’amore di mamma.
Vorrei che l’obbiettivo della società fosse il vero
benessere di ogni Uomo e Donna in Serenità Infinita.
Amen, così sia.