giovedì 24 maggio 2012

Come cambiare la struttura sociale


Il centro di ascolto del Governo Monti ha richiesto agli Italiani idee per uscire dalla crisi.

Ho scritto tempo fa qualcosa che ipotizza questa azione informativa.



13/12/2004

Ogni cittadino esprimendo le sue difficoltà potrebbe dare un contributo per conoscere cosa ristrutturare nelle attuali strutture sociali.

Io credo che in questo non bisogna legarsi ad una struttura ideologica preesistente che sarebbe in edilizia il legarsi a materiali specifici ma si deve avere un progetto chiaro nemmeno questo vincolato a tipologie fisse. L’idea principe che genera tutta la costruzione è quella anzi detta cioè la creazione di una struttura sociale a misura d’uomo.

Per fare questo ci vogliono alcuni sistemi base che sono:

Le Leggi, chiare, a definizione esaustiva univoca e con organo di controllo anti buco.

Se qualcosa non è specificato o si accavalla o se un giudizio non è universalmente (da tutti i tribunali del contenitore Nazione) trattato univocamente o se c’è una invivibilità della Norma che va ad intaccare un diritto fondamentale o crea problemi burocratici va posto rimedio.

Il cittadino deve essere in grado di difendersi da solo o con un avvocato. A questo proposito applicando le tecnologie attuali è possibile ottenere l’autosufficienza del cittadino.

La Sanità: istituire una visita a cadenza annuale fatta in Centri Specialistici Totali in cui le diagnosi siano a responsabilità totale e ad errore prossimo allo zero e con obbligo di risarcimento e con conseguenze sulla carriera dei medici della struttura. Questa istituzione come per la revisione annuale degli autoveicoli certifica lo stato di salute dell’individuo e pone dei limiti ben precisi alla deriva colpevole verso forme di devianza o dipendenze che comunque molto spesso hanno radici in problematiche psicologiche che sono parte intrinseca allo stato di salute.

Le risorse che ora vengono bruciate per mantenere una struttura inutile (mi riferisco ai medici di famiglia) potrebbero essere impiegate per aiutare ad uscire da tunnel con uscita unica camposanto molte delle persone che oggi lo Stato cinicamente nemmeno censisce.

Oggi lo sappiamo molto spesso per avere una mala sanità una prestazione a scomparti stagni e non risolvere il problema è anche difficile e ci vogliono energie che molto spesso l’individuo in difficoltà non possiede e che sono integrate oggi dall’ intervento positivo quanto casuale ed indeterminato quindi delle organizzazioni di volontariato dove persone eroiche e qualificate vengono sprecate e spesso immolate per la lotta contro i mulini a vento della non organizzazione.

Il premio ed il castigo. Il premio è quello di esistere e di sentirsi parte di una Struttura che asseconda la ricerca della felicità di ognuno dove ognuno è importante e valutato indipendentemente dalle sue mansioni (che vedrei molto bene di variare a scelta del singolo ma con mantenimento del servizio elevato). Il castigo per chi sbaglia dopo essersi occupati di lui molto intensamente e con amore è quello di dare ulteriori possibilità con un imbuto fatto di rieducazione ma anche di castighi di riflessione con la possibilità sempre di risalire da qualsiasi livello quell’imbuto. Certo se c’è un problema psicologico o di erosione ambientale delle facoltà di discernimento (leggi Mafia, Camorra, Società a responsabilità dimenticata, e di questo passo si arriva facilmente e già è nell’attualità ai campi di sterminio nazisti si pensi alla pratica di sciogliere in acido le persone) legate a trascorsi familiari e sociali devianti, va risolto con acculturazione e trattamento adeguato. Anche il più duro degli uomini ha, se non è perso in una forma di delirio che coinvolge gli strati profondi della sua coscienza e che comunemente viene definito follia ha un suo punto di rottura dove attraverso un percorso meditativo legato necessariamente a privazioni fisiche e affettive insieme a spunti di riflessione si arrivi al recupero e alla rieducazione. Ci vogliono solo i mezzi e le professionalità. Un legionario della famosa legione straniera può essere un delinquente ma o schianta e non penso che vi siano statistiche in merito o diventa un legionario.

Nel campo militare chissà perché si arriva sempre ad un risultato al risultato. In quello civile ci si arriva solo attraverso l’eroismo di uomini che non hanno protezione per quello che sarebbe necessario. Lo Stato si imbriglia nelle sue stesse Leggi che diventano così paradossalmente conniventi con il temibile nemico che invece ha leggi molto efficaci ed immediate.

In questa mia visione progettuale quindi il castigo non esiste ma esiste solo la cura e la rieducazione.

Non esiste però il farla franca di oggi o di uscire dal carcere (luogo davvero immondo) senza alcun controllo ed essere libero di ledere la altrui libertà. Questo è un aspetto che non ammetterebbe mai ne deroghe né cedimenti né trattative offensive ed inconcepibili per una Struttura sociale evoluta dove il confronto non si fa con vuote parole ma con opere, dove sia possibile la sperimentazione e l’ottimizzazione della ricerca in tutti i campi.

La politica: Non più cavalieri che si affrontano con armi puramente dialettiche senza concludere nulla al di fuori di conquistare le simpatie elettorali e senza alcuna ripercussione. Cavalieri lo ripeto è una citazione voluta che subito uno qualsiasi degli ospiti della politica attuale, riciclato dopo eventi accaduti forse non per caso in maniera spontanea coglierebbe al volo per un fendente dialettico.

La politica non dovrebbe più basarsi su questo confronto paragonabile ad una giostra di Cavalieri.

Come minimo bisogna avere con se una lavagna e spiegare le proprie idee innovative per potersi presentare come Politico cioè Progettista di una proposta reale applicabile subito. Siccome oggi siamo nell’epoca in cui la comunicazione va per immagini ed anche Gesù parlava sempre citando esempi ricavati da fatti reali che comunque richiamavano immagini, ritengo che la Politica di oggi vada fatta per immagini audiovisive che spieghino un progetto per l’uomo e non vincolate ad ideologie limitanti e postulati ma con una libertà di pensiero che attinga il meglio da tutto ciò che esiste in natura sia materialmente che a livello spirituale. Ciò che conta è: ciò che si realizza  funziona davvero? Chi non è aperto a questa visione tecnica delle cose dirà subito che non è possibile realizzare un sistema che regoli la vita di tutti noi. Io dico che anche la televisione nel medio evo era un idea irrealizzabile e l’uomo avrebbe a quell’epoca potuto dire che era impossibile e qualcuno è stato arrostito per aver detto molto meno.

La televisione è un oggetto che come molte altre cose di oggi ha delle entità che in se stesse sono ingovernabili addirittura nemmeno le vediamo ma soddisfano al nostro intento di farci vedere cose dislocate in tempi attuali e vi sono talmente tanti processi fisici che si verificano all’interno di una televisione che per descrivere e spiegare un solo secondo di ciò che succede si arriva già verso grandezze infinite.

Ora non credo che l’uomo non possa essere meglio gestito di quello che oggi esiste ma con più rispetto. Questo è complesso ma non irrisolvibile. Però ci vuole la volontà di cominciare e proseguire iniziando a proporre un progetto facendo vedere un modellino funzionante.

Questa per me dovrebbe essere la Politica.

Il lavoro io non lo chiamerei più così ma lo chiamerei disponibilità di servizio e, nell’attuale visione delle cose, (ma anche qui avrei da proporre molto) il lavoro deve necessariamente confrontarsi con la realtà dei prezzi e dei costi e quindi l’Azienda come in un famoso film di Eduardo De Filippo deve stare in piedi perché se no si rimane senza reddito. Pertanto se una Ditta vuole trasferire il lavoro in siti dove la manodopera costa meno o nulla, questo va assolutamente impedito. A tutti i costi e a prezzo di qualsiasi sacrificio congiunto. La soluzione esiste nel far diventare l’operaio un artigiano e sviluppare la tecnologia e il lavoro partecipativo compiendo il miracolo di costare meno di quelli che vanno a produrre lontano facendoli pentire di aver lasciato i propri connazionali e facendo loro concorrenza con prodotti Italiani a costi Tailandesi. Ma per questo ci vuole la decisione e la coesione del tipo Caporetto dove non si deve avere alcun timore e affrontare le notevoli difficoltà. Oggi invece stiamo smantellando intere realtà produttive che creeranno problemi sociali ben più temibili di quello di lavorare con uno stipendio da fame per 12 ore al giorno. Questo è sempre meglio di non lavorare affatto e cadere nella depressione non potendosi permettere più nulla. Si deve però essere realisti ed applicare le leggi solo a chi si assoggetta a rispettarle e con enorme ingiustizia permettendo alla criminalità di poter produrre e vendere beni non soggetti ad alcuna Legge e permettendo di fatto di occupare intere zone del Nostro Paese.

Vorrei partecipare come l’ultimo dei manovali a creare questa nuova Costruzione questa nuova Casa degli italiani con tutti gli abitanti soddisfatti o rimborsati e con una modifica continua delle varie tipologie abitative per ospitare le esigenze di tutti.

mercoledì 23 maggio 2012

Falcone, Borsellino, Don Sturzo e noi cittadini.




24/05/12

Ieri, 20 anni dalla uccisione di Falcone e 67 giorni dopo di Borsellino, ho letto l'appello agli italiani liberi e forti di Don Sturzo. Bene, aveva già previsto tutto e nel 1958 con un intervento al senato aveva di fatto denunciato, evidenziando nel dettaglio, tutti i sistemi mangia soldi, le strutture utili alla casta per i favori alla corte di raccomandati scambisti di voto immorale senza dignità. L'Italia del dopo guerra, come il convento di San Francesco in assenza di Don Sturzo (costretto all'esilio Londra - New York) aveva subito deviato dalla direzione ideale sancita dalla Costituzione da subito ignorata. Era (subito) stato costruito il biblico vitello d'oro e molti l'adoravano e ignoravano di reiterare lo stesso meccanismo immorale e mortifero di assenza di coscienza (venduta in cambio di voti elettorali) come Giuda o come i gestori dei campi di sterminio nazisti. Negli anni si è assistito a onnipotenti stragisti che a vario titolo e con "motivazioni" disparate hanno rieditato il teatro tragico dei senza anima per brevità "teatro dei lagher". Ricordiamo solo per categorie i personaggi che hanno dato lustro (a volte per "modestia" hanno partecipato alle rappresentazioni senza palesarsi) con grande aderenza all'inimitabile,scientifico, modello hitleriano: (cito in ordine sparso) Mafia, Camorra, Brigate Rosse, SS (servizi segreti: adenti anche nell'abbreviazione al massimo spegnimento della coscienza), raccomandati (la loro specialità era togliere il pane ai non raccomandati e a caso indurre al suicidio qualcuno o a scippare almeno la possibilità di lavorare), politicanti (i "meriti" di questa categoria li possiamo assaporare sempre freschi in qualsiasi momento nella sezione "teatrino della politica" sempre visibili "a pelle"), banchieri (commedia tipica "la sanguisuga" o il capolavoro "il gioco mondiale delle tre carte"), caporali, bande, ecc. ecc. Guardando ieri il piccolo Borsellino in tv mi chiedo se anche coloro che hanno partecipato alla strage direttamente o indirettamente hanno visto. La domanda sorge spontanea rivolta a costoro: siete pronti a morire? Siete sereni? O siete già morti? O non avete mai vissuto?

Il letame non può rispondere ma il ciclo di putrefazione ci tramuterà tutti in polvere e se esiste un residuo immateriale (anima?) solo il Dio che ipotizziamo ne può sapere. Di certo per ora esiste il ricordo e i posteri speriamo che capiscano l'importanza di amare se stessi e tutti gli altri se stessi. Solo questo è vita e l’unica base fondante della Società.

martedì 22 maggio 2012

Formula società senza morte indesiderata.


Immenso Infinito,

Perché non mi fornisci una formula per comunicare a tutti gli uomini e le donne del pianeta Terra la via che porta al benessere di ognuno in armonia con la natura e con la coscienza di ricercare il meglio per noi stessi e per gli altri noi stessi. Questa formula dovrebbe contenere in poche frasi tutta la positiva catarsi che le favole, la letteratura, la storia, i Comandamenti, le tradizioni, le scritture di ogni religione, la struttura della vita stessa e della natura, la morte e la vita, ci trasmettono e che mediati dalle percezioni sensoriali, creano il nostro stato d’animo. Io penso, dopo aver riflettuto per anni confrontandomi con la vita e le storie esistenziali  con cui sono venuto in vari modi in contatto, che il “bene” e la “buona volontà” sono gli unici strumenti di cui disponiamo per ottenere le migliori condizioni di vita per noi stessi e per gli altri noi stessi. Ogni termine lessicale non è mai assoluto e per questo il mio bene a discapito di altri è diverso dal bene per noi tutti. Il caos non è un bene ma la perfezione non esiste. Tutto è relativo. Nel rapporto fra uomo e donna vi sono alcuni ingredienti che suggeriscono l’armonia del bene ma la ricerca deve essere continua e porta allo stato di amore che è bello ma anche pericoloso se squilibrato o immaturo. L’inizio del male può essere il ponderato, cosciente, voler prevalere in malafede. E questo è il male che può raggiungere lo sterminio o lo sfruttamento di cui oggi vi sono numeri enormi nel mondo. Oggi 2012 l’umanità ha fissato vari postulati ereditandoli dal passato e continua per convenzione a seguire schemi che portano a deleterie conseguenze.

La mia formula si basa su un unico postulato:

1)      Ama il prossimo (un altro te stesso) come te stesso. Se proprio non puoi amare il tuo prossimo, almeno rispettalo (una guerra è un grosso fastidio e porta indesiderabile morte).

L’uomo dovendo per definizione condividere il pianeta con alti suoi simili ha creato la società con le sue leggi scritte che però sono superate spesso dalla forza che “vive per violenza e more per libertà”. Le leggi non sono male ma vediamo che la forza prevaricatrice di insiemi occulti, di corruttela e altri fenomeni nascosti ma ben identificabili percorrono sentieri molto frequentati dove ottengono privilegi a discapito dei propri simili.

La nuova formula deve porre al centro della costruzione sociale il benessere dell’individuo e le leggi devono essere univoche e inflessibili, assolutamente non interpretabili ma assolute con effetti garantiti e con struttura di applicazione su misura per l’individuo singolo.

Inutile dire che prima del Dio denaro vengono in modo assoluto il vero benessere dell’individuo e la sua felicità.

La vera cultura deve insegnare al singolo che fare male ad un proprio simile è far morire se stessi anche psicologicamente ma davvero fisicamente.

06/01/2012

lunedì 21 maggio 2012

Ti lascio una struttura ...




23/05/2012

Io, Francesco Vicino, italiano qualunque, non vorrei lasciare in eredità una canzone (che già è un'opera meritoria), ma un sistema sociale autopulente, autorigenerante e che abbia un futuro radioso nella soddisfazione psicoaffettiva e materiale dei singoli esseri umani. La novità non è il fondante principio  socratico: "se proprio non puoi amare il tuo prossimo almeno rispettalo" ma è la struttura sociale, lo Stato che con poche azioni immediate potrebbe essere bonificato dal male innescando un controllo centrale e un autocontrollo di se stessi e degli altri se stessi. L'uomo per definizione e per storia ha necessità di essere amorevolmente guidato ed educato e rieducato. Come (immertatamente) sten. Alpino in ricordo della meglio gioventù che va sottoterra, come padre che vede i giovani morire per aderire a pericolosi conformismi idioti, come Italiano che vede il malaffare esercitato da coloro che rappresenterebbero gli elettori; che vede il reiterarsi di episodi di pura, lucida, occulta follia stragista, avendo assistito più volte a tutto questo, propongo un nuovo modello di società. Solo quando si realizza la vera uguaglianza dei diritti si può proporre un virtuoso percorso di progresso reale.

Questo è ciò che vorrei lasciare ai miei figli e a tutti gli altri se stessi.

No alla violenza di ogni tipo, anche quella del potere immeritato, del mafioso onnipotente, del raccomandato, della immonda burocrazia fine a se stessa. Si al benessere nell'uguaglianza per tutti. Io ci voglio provare con l'aiuto di Dio, e voi?

Francesco Vicino

sabato 19 maggio 2012

Melissa Bassi 19 maggio 20112

Gli imbecilli, tragicamente imbecilli, sono in aumento. Non comprendono questi animali ignoranti che la violenza è una strada che conduce al nulla. Uccidono fisicamente e muoiono nell'anima. il loro destino è segnato: finiranno come Giuda suicidi o saranno ridotti in polvere da un'altro Caino loro simile. Violenza è sempre morte per tutti coloro che la praticano. Violenza in tutte le sue forme è sinonimo di paura e vigliaccheria. Brindisi, una scuola, adolescenti immolate, disperazione delle famiglie e dell'intera Italia che in silenzio dice NO A QUALSIASI TIPO DI VIOLENZA.

venerdì 18 maggio 2012

Esperienza di vita


Perché la vita e il suo principio, il desiderio che si tramuta in amore meravigliosamente fruttifero, miracolosamente invasivo, tale da impregnare nell' intimo l'immateriale anima e la sua perfetta rappresentativa appendice fisica che da essa si modella (con un invisibile pantografo non asportabile). Perché mi chiedo è così difficile poter conciliare in modo efficace le intenzioni e la volontà istintiva e progettuale con ciò che la vita in modo casuale, fortuito, fortunato, nefasto, catastrofico, tragico, asettico, piatto, ci elargisce come nella pratica della pesca con la rete. La vita è un bivio perpetuo con infinite strade ma finito nella dimensione del tempo senza calendario predeterminato. Tutto è gestito e complicato da regole, convenzioni, schemi mentali, malattie, e via via fino alla pazzia, sua figlia guerra, sua sorella prevaricazione condita con molto perverso, sottile, impalpabile, superpenetrante, inarrestabile, impregnante, decisamente, potentemente invisibile e nemmeno nominabile PLAGIO. Plagio e l'accezione deteriore del denaro rendono superfluo il concetto di Dio sostituendo ai principi ed alle regole l'opportunismo egoistico. Tutto ciò porta verso il nulla, porta a un perpetuo esercizio di costruzioni innaturali, inutili, indesiderate, infelici.

Quello che in una vita si è tentato di costruire ci si accorge che per un dettaglio non riuscito, una svista nella composizione, una formazione incompleta, una commistione incrociata di alcuni elementi, non corrisponde a quanto si vorrebbe o si voleva relizzare. Impotenti e passivi, scoraggiati e demotivati ci accorgiamo di aver sprecato il nostro tempo. Indietro non si può tornare ausili pochi e difficili, la fine della vita è vicina. Le cellule che hanno attecchito acquistando piena autonomia sono pronte per percorrere lo stesso viatico commettendo gli stessi errori imbrigliate da assurde strutture irrazionali e cancerogene. La razionalità è abolita a favore del nulla e nulla è ciò che si realizza.

Uomo pensaci e non improvvisare mai più; per amore verso il prossimo e verso i tuoi figli e di tutti i figli. Usa ciò che hai per essere felice in un mare di felicità e di sufficiente benessere per tutto il pianeta Terra. Magari sempre imperfetto ma almeno sufficiente.

Addio, ed auguri!   

giovedì 17 maggio 2012

L'aria e la sigaretta



Aria, come vergine immacolata, donna dal profumo delicato e appagante. Per noi, sei piacevolmente indispensabile e, come una donna che ci avvolge con il suo intenso e vibrante abbraccio, colmo di amore, come la nostra donna, compagna per la vita, ti rispettiamo.

Eppure esiste al mondo chi ti tradisce, aria mia bella, ti violenta, ti concupisce e magari, crede di possederti in esclusiva e per questo ti riempie di quel fango maleodorante in cui, ormai assuefatto, sguazza, stupidamente soddisfatto.

La sigaretta fa parte del suo mondo mortifero ma invade anche il mio.

Ora avvisano per iscritto che il fumo uccide.

Dovrebbero anche aggiungere che il mozzicone inquina, sporca, provoca incendi, e un aggettivo aggiungerei infine: imbecille.

La sigaretta ti lega a se con due perfidi lacci: assuefante nicotina e suzione da piccolo infante che richiama sensazioni contenute nel profondo inconscio.

Fumo, droga, prostituzione, inquinamento, delinquenza … tutto questo sporca l'aria.

L'inizio è una sigaretta imbecille, la fine è morte.

L'aria ora ci uccide.