06/04/2014
Un coniglio di cioccolata della Z….. mi guarda dalla mia
scrivania dove io sto scrivendo al computer. È un regalo di mia moglie per la
Pasqua. Io goloso l’avrei già mangiato se non fosse che lei mi ha detto di
serbarlo per il giorno di Pasqua. Ma la cioccolata fa bene o fa male?. È
difficile rispondere a questa domanda e solo su questo si potrebbe discutere
per una vita. Se però il medico deve rispondere a questa domanda, effettuando
gli opportuni accertamenti diagnostici potrebbe avere una percentuale di
successo abbastanza alta nel determinare la verità e prendere una oculata
decisione. Alla domanda se fa bene o male la cioccolata rispondeva una
multinazionale in senso negativo nel tempo precedente all’acquisto di quasi
tutte le fabbriche di cioccolata in Italia. Dopo averle acquisite la cioccolata
fa bene e la pubblicità consiglia il buon cioccolato italiano. E anche gli
ambienti scientifici, gli stessi del passato, hanno cambiato idea sulla
opportunità di consumare cioccolato.
Non chiedere all’oste
come è il suo vino.
La bugia Collodi l’aveva smascherata con l’azione di
allungamento del naso in tempo reale. Ora è bugia se è non rispondenza alla
realtà del verbo con coscienza dell’inganno. Se esiste convinzione errata non è
bugia ma errore. La bugia è crimine verso il prossimo e verso se stessi.
L’errore in buona fede è presunzione di realtà difficilmente distinguibile ma
moralmente accettabile.
Bugia ed errore sono
le origini dell’inaffidabilità umana.
Il pianeta terra è sempre stato popolato da uomini che in
concorrenza fra loro hanno, allo scopo di prevalere, sempre agito con la guerra
che altri non è che un confronto senza regole dove la bugia e l’errore sono
origine irrazionale che crea morte.
Oggi guardando il telegiornale possiamo vedere bene ciò che
è l’allungamento del naso di oggi. Si muore per dire la propria verità (che non
è detto che sia proprio verità assoluta). Coloro cui cresce di più e meritatamente (veri bugiardi) sono i più
pericolosi e hanno consciamente o inconsciamente il loro modello ideale nei
campi di sterminio Hitleriani o negli assalti dalle trincee della seconda
guerra mondiale o nelle guerre al tempo dei Romani.
Naturalmente la bugia non finisce mai. infatti esistono
guerre giuste e ingiuste per la storia e per la cultura dei vari popoli. La
guerra è sempre negativa e quando inizia è tardi per porvi rimedio.
Esemplificando è come voler giustificare un uomo che uccide una donna a
martellate o una donna che avvelena un uomo. Un tempo esisteva il delitto
d’onore. Oggi al telegiornale vediamo donne islamiche costrette in schiavitù,
donne costrette sui marciapiedi e altri fenomeni da dipendenza che portano
all’autodistruzione per soddisfare la voracità di organizzazioni che con
promesse alla Lucignolo soggiogano uomini fragili.
Ora, per finire con la guerra (guerra è ogni azione o
pensiero che limiti i diritti di un proprio simile) e iniziare con la
collaborazione in una nuova struttura sociale vedo un'unica possibilità: usare
la ragione.
La domanda è: in
guerra chi è sicuro di sopravvivere? Io dico nessuno e non ho timore di
sbagliare.
Altra domanda: come
si fa per convivere in pace? Identificare io stesso che mi voglio bene con
l’altro, e, per paura della guerra o per il gusto della pace rispettarlo,
almeno, se non è possibile amarlo.
Rispondendo a queste due domande il problema si risolve al
netto della tendenza a dire bugie e/o essere poco informati e quindi cadere in
errore. A porre gli argini insormontabili a questo piccolo difettuccio ci deve
essere una struttura sociale semplice, inflessibile, garante per tutti, ma
proprio tutti, del vero benessere.
Ho una serie di domande da fare a vari livelli:
- Al Papa chiederei: non pare essere la Fede una limitazione della ragione su argomenti incerti e a volte creati in modo acritico, per tradizione? E poi non può costituire la Fede un elemento di separazione fra religioni che si pongono in presunzione di unica verità e che generano guerre “giuste” perche generate da fedi cieche? Io sento onesta la ragione orientata al bene dal Dio infinito che non può essere contenuto per intero da nessuna dottrina.
- Alle istituzioni italiane chiederei se la Costituzione applicata davvero è valore massimo per l’Italia nella misura di perseguire il vero benessere di ogni e di tutti i cittadini? E la non applicazione ad un solo cittadino non è valore tale da mettere in discussione ogni e tutte le leggi dello Stato?
- A tutti gli uomini del pianeta, me compreso chiederei: volete vivere o morire? Il rispetto per gli altri se stessi può essere una soluzione? Se la vostra risposta è si, sono d’accordo, ma se avete una soluzione migliore, per favore esponetela e dimostratela. Non vi consiglio di provare a combattere a sfavore di un vostro simile, sarebbe inevitabilmente pericoloso.
- A coloro che decidono avendone il potere il destino del pianeta io chiedo: non è ora di sostituire la massima prepara la guerra per avere la pace, con perseguiamo il vero benessere di tutti e dimentichiamo per sempre la guerra. Guardate, per ora, la sofferenza è l’unica padrona e un giorno prenderà anche voi e tutti moriremo.
- È razionale competere quando è possibile collaborare?
- Che cosa impedisce il disarmo? Forse la possibilità che un fratello possa essendo in errore, usare le armi nucleari? Già ma chi sopravviverebbe a una serie di esplosioni nucleari?
- Siamo folli se non inventiamo una polizia suprema fatta di tecnologia e uomini incorruttibili che oggi si chiamano volontari e rischiano la vita per portare sollievo ai loro simili prigionieri dei numerosi Lager che esistono sul pianeta.
- Avrei tante domande ed alcune soluzioni ma la tragedia maggiore di oggi è la non possibilità di parlare con nessuno per via che la politica e fatta dai partiti e come le religioni non ammettono discussioni al di là dei loro statuti e dei loro credi politici. Inoltre l’incomunicabilità e la lotta dialettica (fatta molto spesso di grida e di sterili accuse nei luoghi del passato) etichettano e distruggono la vera discussione che è fatta di cose semplici e dimostrabili, la famosa riduzione ai minimi termini, l’ascolto. Nei partiti si sperimenta ma con la limitazione di un vero e proprio handicap cioè l’interesse personale. Come possiamo aver fiducia di mercenari della politica? Non è meglio affidare la politica a volontari competenti e non interessati al denaro o agli onori, ma solo al perseguimento del vero benessere di ogni singolo cittadino, incluso anche il proprio?
- Ultima domanda a chi come me è padre: vogliamo vedere i nostri figli e figlie di morire di anoressia, di droga, di dipendenze sempre nuove e sempre più sofisticate e ineludibili. Vogliamo vedere morire tanti innocenti tante donne tanti imprenditori tanti lavoratori?
- Chi è felice?
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