30/12/2012
Le idee vengono partorite e alloggiano nel
meccanismo cerebrale dell'uomo. La realtà oggettiva è comunque limitata nella
percezione essendo di dimensioni finite, mentre la realtà o la verità sono
concetti infiniti e perciò inarrivabili. Le elaborazioni della mente, come i
mattoni per un palazzo hanno creato conoscenza e scienza finita, imperfetta con
errori corretti, nella dimensione del tempo dal contributo di innumerevoli
menti e vite. La scienza e la tecnica, come i prodotti agricoli, i semi, sono
da coltivare e conservare e spandere o seminare ogni giorno. Per mescere il
vino, o meglio, il nettare della conoscenza esistono vari modi di comunicazione
tutti imperfetti e interpretabili e soprattutto fraintendibili: l'emissione
sonora che con varianti concatenate allo scritto definisce il linguaggio di
infinite varietà; lo scritto composto da parole sempre interpretabili;
l'audiovisivo apparentemente più efficace ma, nella sua potenza capace di
nascondere messaggi occulti e pericolosi in quanto fuorvianti. Poi vi sono
linguaggi del corpo o artistici su cui diventa complesso addentrarsi perché
simile ad un gioco composto da infiniti specchi. Da queste poche,
insufficienti, inadeguate parole si comprende che la comunicazione di una idea
è cosa importante complessa e oggi anche impedita da quel frastuono di parole
da un mare di parole che ci conducono in un deserto solitario dove giungono
dispersi suoni indistinguibili. In una parola non si comunica più per mancanza
di ascolto nell'esercizio ben definito dalla frase: apro bocca e glie do fiato!
Un mare di parole, appunto. Un mare pericoloso dove si può annegare o perdersi
realmente in falsi paradisi dove il discernimento viene bloccato da bug
psicofisici indotti da pratiche assuefanti (fumo, alcool, droga, gioco
compulsivo, prostituzione, bulimia, anoressia, ecc.).
Il plagio porta reddito a coloro che vendono morte. La tragedia è che il
plagiato muore con il sorriso sulle labbra che si spegne solo quando si imbocca
il sentiero da cui si sente il profumo dell'Ade.
Qualcuno torna a fatica dall'abisso testimoniando che non è conveniente
quel paradiso. Ma Lucignolo ha sempre il tutto esaurito sui carri bestiame,
piacevolmente illuminati all'esterno, che lui ha acquisito dal fallimento di un
certo Adolf Hitler.
Non meno pericoloso è il mare di parole che
circonda la politica o la religione ove si crede ad una ideologia che parte da
un postulato non dimostrabile in cui credere ciecamente. A volte esistono degli
interessi che con questa tecnica vengono favoriti. Comunque coloro che credono
perdono la propria facoltà di libero pensiero e sono in balia di chi gestisce
l'ideologia il capo. Costui decide per gli altri, ma non si producono che vuote
parole e sicuri privilegi. Questo quadro in cui rappresento la notevole
diffusione del plagio cioè della assenza di razionalità a favore di percorsi
già assegnati nel vizio, nella deteriore politica, o nel percorso della "Santità"
ammirevole ma irrazionale in quanto si
rimanda al poi, dopo la morte, la redenzione
e indica come inevitabile la presenza del povero.
Io, povero uomo ignorante, è da molto tempo, forse
da sempre che cerco la cosiddetta Verità. Con i
miei scarsi mezzi, pur sono giunto attraverso piccoli ragionamenti da perfetta
casalinga (le cui mansioni di perno della famiglia si basano su semplici
quotidiani doveri che si rendono concreti nella soddisfazione dei bisogni
psicofisici dei membri) a elaborare un modello della realtà guardando i frutti
e ragionando anche dell'incomprensibile. I miracoli ad esempio accadono anche
in luoghi, dove la religione cristiana non è presente e per questo io sono
convinto che l'uomo, contenga in se le energie (non meglio definite con dati
certi) che permettono in sinergica unione interventi incredibili anche sulla
materia. Il Dio di cui possiamo solo supporre l'esistenza è talmente Infinito
che non ha bisogno dell'intervento diretto. La nascita di ogni uomo è basata su
ciò che riguarda l'istinto materno e salvaguardia del nascituro. Se questo
semplice schema si mantiene nella società, si vive in benessere e a pari
condizioni tutti. Quando questo equilibrio viene a essere sbilanciato, si muore
prematuramente. È come se quella casalinga desse da mangiare solo al marito
(magari perché porta reddito) e ai figli no. Una celebre Casalinga di nome
Maria ha avuto un problema in più secondo quanto testimonia il Capo della
Chiesa: senza i piaceri del talamo ha dovuto gestire la nascita del figlio di
Dio. Nessuno può dire come si siano svolti i fatti, ma non penso credibile un
dogma che offende implicitamente tutte le mamme vergini (per aver avuto e amato
un solo uomo) e tutti gli uomini che hanno con amore sostenuto il peso della
famiglia. Nell'uso comune in certe situazioni ci si chiede: "non sarà mica
stato lo Spirito Santo?" Io mi chiedo (alla luce delle cattive abitudini
di coloro che riportano la Storia) non sarà un modo di misoginia? Questo mio
dubbio viene confermato dalla considerazione distorta verso la sessualità del
passato della Chiesa. Per me ogni donna con idealmente un bimbo sul grembo è vergine,
anche se non si chiama Maria e, il legame di protezione e amore madre-figlio/a sopravvive
anche oltre la morte. Vi è poi l'aspetto del possesso esclusivo di Dio che
viene descritto con dovizia di particolari anche nella Sua composizione. Questa
è religione o fantastiche, ardite, imprudenti elucubrazioni? Per rispondere a questa
domanda l'unica via d'uscita è da parte del “pacchetto” Chiesa è l'affermazione
fortemente irrazionale: "O credi, o non credi". Con questa frase si
offende la scienza e si rende monca e si atrofizza la razionalità,
giustificando il sorgere di compartimenti stagni ove l'esercizio della mente o
è ragionamento per la scienza o è ripetizione e interpretazione di Sacre
Scritture e riti che convogliano innegabilmente energie positive (come già
ipotizzato insite nell'essere umano). Con troppe certezze si diventa presuntuosi
(per non cadere nello stesso errore ribadisco che le mie affermazioni sono
frutto di un modello razionale della realtà). Naturalmente altre religioni
esistono con toni più o meno integralisti. I frutti della presunzione venduta
per certa o infallibile sono stati e sono tuttora massacri e sangue a fiumi e
Santi che con opere mirabili e tangibili hanno riversato nel pianeta il bene
psicofisico creando piccoli incommensurabili paradisi. Non si può dire che sia
poco frutto, ma si crea la figura di uomo monco; razionale in un ambito
scientifico, credulone e irrazionale in ambito religioso. Aggiungo un'affermazione,
il DIO che ipotizziamo, Infinito, potrebbe con buona approssimazione essere
UNO. Ma allora perché, mettendo da parte ciò che è incerto ovvero la singola
fede non si crede o s’ipotizza la sola figura di DIO ma soprattutto il suo
semplice, dimostrabile, salutare, esaustivo consiglio già elaborato da un
martire precedente a Cristo (ipotizzo che siano esistiti), Socrate: "Se
proprio non puoi amare il tuo prossimo, almeno rispettalo". Tutti è due si
narra che siano morti per sostenere la propria idea. Con molto rispetto e
ammirazione verso queste due figure di Filosofi vorrei aggiungere che la
conseguenza del mancato percorso di amore e rispetto verso il prossimo è la
morte psicofisica. Non credo che razionalmente si possa scegliere la morte.
La Chiesa sente il bisogno di
guidare i suoi fedeli verso l'impegno civile per moralizzare la società ed
arginare lo strapotere della finanza a favore del benessere vero del cittadino.
Bisogna perciò su consiglio della Casalinga Maria su esempio di Casa Sua
allestire un Presepe Universale dove decadano titoli e gerarchie e (sono “testuali”
parole di Maria) dove tutti mangino almeno a mezzogiorno. Maria mi confidava,
poi, che incuriosita, dalla copertina stava leggendo il libro di Pinocchio. Era
stata impressionata da Geppetto che aveva venduto il suo abito per comprare
l'abbecedario a Pinocchio. Era rimasto in maniche di camicia, al freddo. E,
aggiungeva, chissà se anche Papa Joseph (si chiama come mio marito) avrebbe
qualcosa da vendere ... Ci sono tanti suoi figli che muoiono ancora... E così
dicendo si accomiatò frettolosamente scusandosi ma doveva andare a interpretare
il suo ruolo nel Presepe... sentii solo più ...fammi sapere!
Santità, Voi che avete più
confidenza, fateLe sapere.
In quanto a me se ci fosse l'inquisizione,
sarei già sul rogo. Oggi non mi aspetto una risposta perché chi è fuori dal
coro rappresenta un pericolo e poi i Potenti hanno impegni importanti più delle
ingenue considerazioni di un "povero di spirito".
BUONE FESTE SANTITA'.
Francesco Vicino
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