sabato 5 gennaio 2013

UN MARE DI PAROLE 2V


30/12/2012

 
Le idee vengono partorite e alloggiano nel meccanismo cerebrale dell'uomo. La realtà oggettiva è comunque limitata nella percezione essendo di dimensioni finite, mentre la realtà o la verità sono concetti infiniti e perciò inarrivabili. Le elaborazioni della mente, come i mattoni per un palazzo hanno creato conoscenza e scienza finita, imperfetta con errori corretti, nella dimensione del tempo dal contributo di innumerevoli menti e vite. La scienza e la tecnica, come i prodotti agricoli, i semi, sono da coltivare e conservare e spandere o seminare ogni giorno. Per mescere il vino, o meglio, il nettare della conoscenza esistono vari modi di comunicazione tutti imperfetti e interpretabili e soprattutto fraintendibili: l'emissione sonora che con varianti concatenate allo scritto definisce il linguaggio di infinite varietà; lo scritto composto da parole sempre interpretabili; l'audiovisivo apparentemente più efficace ma, nella sua potenza capace di nascondere messaggi occulti e pericolosi in quanto fuorvianti. Poi vi sono linguaggi del corpo o artistici su cui diventa complesso addentrarsi perché simile ad un gioco composto da infiniti specchi. Da queste poche, insufficienti, inadeguate parole si comprende che la comunicazione di una idea è cosa importante complessa e oggi anche impedita da quel frastuono di parole da un mare di parole che ci conducono in un deserto solitario dove giungono dispersi suoni indistinguibili. In una parola non si comunica più per mancanza di ascolto nell'esercizio ben definito dalla frase: apro bocca e glie do fiato! Un mare di parole, appunto. Un mare pericoloso dove si può annegare o perdersi realmente in falsi paradisi dove il discernimento viene bloccato da bug psicofisici indotti da pratiche assuefanti (fumo, alcool, droga, gioco compulsivo, prostituzione, bulimia, anoressia, ecc.). Il plagio  porta reddito a coloro che vendono morte. La tragedia è che il plagiato muore con il sorriso sulle labbra che si spegne solo quando si imbocca il sentiero da cui si sente il profumo dell'Ade. Qualcuno torna a  fatica dall'abisso testimoniando che non è conveniente quel paradiso. Ma Lucignolo ha sempre il tutto esaurito sui carri bestiame, piacevolmente illuminati all'esterno, che lui ha acquisito dal fallimento di un certo Adolf Hitler.

Non meno pericoloso è il mare di parole che circonda la politica o la religione ove si crede ad una ideologia che parte da un postulato non dimostrabile in cui credere ciecamente. A volte esistono degli interessi che con questa tecnica vengono favoriti. Comunque coloro che credono perdono la propria facoltà di libero pensiero e sono in balia di chi gestisce l'ideologia il capo. Costui decide per gli altri, ma non si producono che vuote parole e sicuri privilegi. Questo quadro in cui rappresento la notevole diffusione del plagio cioè della assenza di razionalità a favore di percorsi già assegnati nel vizio, nella deteriore politica, o  nel percorso della "Santità" ammirevole ma irrazionale in quanto si rimanda al poi, dopo la morte, la redenzione e indica come inevitabile la presenza del povero.

Io, povero uomo ignorante, è da molto tempo, forse da sempre che cerco la cosiddetta Verità. Con i miei scarsi mezzi, pur sono giunto attraverso piccoli ragionamenti da perfetta casalinga (le cui mansioni di perno della famiglia si basano su semplici quotidiani doveri che si rendono concreti nella soddisfazione dei bisogni psicofisici dei membri) a elaborare un modello della realtà guardando i frutti e ragionando anche dell'incomprensibile. I miracoli ad esempio accadono anche in luoghi, dove la religione cristiana non è presente e per questo io sono convinto che l'uomo, contenga in se le energie (non meglio definite con dati certi) che permettono in sinergica unione interventi incredibili anche sulla materia. Il Dio di cui possiamo solo supporre l'esistenza è talmente Infinito che non ha bisogno dell'intervento diretto. La nascita di ogni uomo è basata su ciò che riguarda l'istinto materno e salvaguardia del nascituro. Se questo semplice schema si mantiene nella società, si vive in benessere e a pari condizioni tutti. Quando questo equilibrio viene a essere sbilanciato, si muore prematuramente. È come se quella casalinga desse da mangiare solo al marito (magari perché porta reddito) e ai figli no. Una celebre Casalinga di nome Maria ha avuto un problema in più secondo quanto testimonia il Capo della Chiesa: senza i piaceri del talamo ha dovuto gestire la nascita del figlio di Dio. Nessuno può dire come si siano svolti i fatti, ma non penso credibile un dogma che offende implicitamente tutte le mamme vergini (per aver avuto e amato un solo uomo) e tutti gli uomini che hanno con amore sostenuto il peso della famiglia. Nell'uso comune in certe situazioni ci si chiede: "non sarà mica stato lo Spirito Santo?" Io mi chiedo (alla luce delle cattive abitudini di coloro che riportano la Storia) non sarà un modo di misoginia? Questo mio dubbio viene confermato dalla considerazione distorta verso la sessualità del passato della Chiesa. Per me ogni donna con idealmente un bimbo sul grembo è vergine, anche se non si chiama Maria e, il legame di protezione e amore madre-figlio/a sopravvive anche oltre la morte. Vi è poi l'aspetto del possesso esclusivo di Dio che viene descritto con dovizia di particolari anche nella Sua composizione. Questa è religione o fantastiche, ardite, imprudenti elucubrazioni? Per rispondere a questa domanda l'unica via d'uscita è da parte del “pacchetto” Chiesa è l'affermazione fortemente irrazionale: "O credi, o non credi". Con questa frase si offende la scienza e si rende monca e si atrofizza la razionalità, giustificando il sorgere di compartimenti stagni ove l'esercizio della mente o è ragionamento per la scienza o è ripetizione e interpretazione di Sacre Scritture e riti che convogliano innegabilmente energie positive (come già ipotizzato insite nell'essere umano). Con troppe certezze si diventa presuntuosi (per non cadere nello stesso errore ribadisco che le mie affermazioni sono frutto di un modello razionale della realtà). Naturalmente altre religioni esistono con toni più o meno integralisti. I frutti della presunzione venduta per certa o infallibile sono stati e sono tuttora massacri e sangue a fiumi e Santi che con opere mirabili e tangibili hanno riversato nel pianeta il bene psicofisico creando piccoli incommensurabili paradisi. Non si può dire che sia poco frutto, ma si crea la figura di uomo monco; razionale in un ambito scientifico, credulone e irrazionale in ambito religioso. Aggiungo un'affermazione, il DIO che ipotizziamo, Infinito, potrebbe con buona approssimazione essere UNO. Ma allora perché, mettendo da parte ciò che è incerto ovvero la singola fede non si crede o s’ipotizza la sola figura di DIO ma soprattutto il suo semplice, dimostrabile, salutare, esaustivo consiglio già elaborato da un martire precedente a Cristo (ipotizzo che siano esistiti), Socrate: "Se proprio non puoi amare il tuo prossimo, almeno rispettalo". Tutti è due si narra che siano morti per sostenere la propria idea. Con molto rispetto e ammirazione verso queste due figure di Filosofi vorrei aggiungere che la conseguenza del mancato percorso di amore e rispetto verso il prossimo è la morte psicofisica. Non credo che razionalmente si possa scegliere la morte.

La Chiesa sente il bisogno di guidare i suoi fedeli verso l'impegno civile per moralizzare la società ed arginare lo strapotere della finanza a favore del benessere vero del cittadino. Bisogna perciò su consiglio della Casalinga Maria su esempio di Casa Sua allestire un Presepe Universale dove decadano titoli e gerarchie e (sono “testuali” parole di Maria) dove tutti mangino almeno a mezzogiorno. Maria mi confidava, poi, che incuriosita, dalla copertina stava leggendo il libro di Pinocchio. Era stata impressionata da Geppetto che aveva venduto il suo abito per comprare l'abbecedario a Pinocchio. Era rimasto in maniche di camicia, al freddo. E, aggiungeva, chissà se anche Papa Joseph (si chiama come mio marito) avrebbe qualcosa da vendere ... Ci sono tanti suoi figli che muoiono ancora... E così dicendo si accomiatò frettolosamente scusandosi ma doveva andare a interpretare il suo ruolo nel Presepe... sentii solo più ...fammi sapere!

Santità, Voi che avete più confidenza, fateLe sapere.

In quanto a me se ci fosse l'inquisizione, sarei già sul rogo. Oggi non mi aspetto una risposta perché chi è fuori dal coro rappresenta un pericolo e poi i Potenti hanno impegni importanti più delle ingenue considerazioni di un "povero di spirito".

BUONE FESTE SANTITA'.

Francesco Vicino

Nessun commento:

Posta un commento